Rileggersi e narrarsi. L'esperienza nelle Confessioni di Sant'Agostino di Luca Raspi illustra in modo divulgativo il concetto di esperienza, offrendo una panoramica generale sul significato più profondo di questa tematica. L’indagine viene effettuata grazie ad un confronto aperto con un gigante del pensiero occidentale: Sant'Agostino. Il tema dell’esperienza incontra le esigenze dell’uomo contemporaneo, a cui le Confessioni possono donare un’occasione di meditazione per tracciare itinerari di vita e prospettive di senso.
 
Dall'Introduzione:
 
Il mondo contemporaneo pare quasi congestionato dal parlare di esperienza ed esperienze. Per usare un costrutto sociologico mutuato dalla riflessione del celebre studioso Bauman, si potrebbe parlare, in questa modernità liquida, di un concetto di esperienza liquefatto. A livello semantico, infatti, si percepisce come il termine esperienza sia utilizzato per dire tutta una serie di elementi antropologico-esistenziali, che sono confluiti in un concetto, che ex genere suo, potenzialmente, possiede una grande capacità contenutistica, ma certamente dei limiti ben precisi.
 
Questi limiti, oggi, sono stati superati e si è finiti per far convergere nella nozione di esperienza concetti che di per sé esulano dal suo significato più autentico. Si parla, infatti, di esperienza per affermare tutto quanto ricade nella logica del mero provare, fino ad affermare la continuità tra esperire e sbagliare, inteso come commettere errori nell'ambito delle scelte effettuate nell'esistenza. Il problema non si ferma qui, ma va oltre, difatti non consiste tanto nell'essere giunti ad affermare l'equivalenza tra errore ed esperienza, quanto ad aver eliminato una prospettiva di senso all'esperire, negando, più o meno palesemente, il fatto che esso si qualifichi, anzitutto come rilettura dell'esistenza.
 
Senza un rilettura della propria vita si resta in balia di un possibile non senso e l'avvicendarsi degli eventi diventa una sommatoria di fatti disconnessi. Rileggere il proprio vissuto significa aprirsi ad un percorso di vita strutturato, non certo a priori, ma strutturato in quanto immerso nella dinamica del divenire secondo una logica di confronto con il vero. Si tratta di partire dalla realtà senza soluzioni preconfezionate, che farebbero precipitare nel pregiudizio e nella precomprensione al fine di riconoscere il vero che percepiamo attraverso i sensi e nella nostra interiorità.
 
Credo che, a livello antropologico, si debba porre una nuova attenzione al tema dell'esperienza, nel tentativo di offrire alla nostra società una chiave per comprendere meglio se stessa, a partire dal fatto che raccontare l'esperienza di un uomo significa dire la sua persona. In questa prospettiva, Sant'Agostino, nelle Confessioni, penso possa offire delle riflessioni di vera attualità. Il Padre della Chiesa, nel suo celebre testo citato poc'anzi, pur non trattando sistematicamente il tema dell'esperienza, tuttavia lo affronta in modo continuativo nell'opera. Questo gigante del pensiero occidentale dà al lettore gli strumenti per capire che cosa sia davvero l'esperienza e quale sia la differenza tra farne ed averne.
 
Affinché il cammino della vita abbia un senso occirre confrontarsi con se stessi ed in ultima analisi con un paradigma di vero, attraverso il quale è possibile cogliere il filo rosso che permette di rintracciareil significato ultimo del mistero personale. Nel testo si cercherà anzitutto di fare luce sul concetto di esperienza in senso ampio, per poi analizzare il significato dell'esperienza nell'Agostino delle Confessioni e, attraverso una breve disamina del suo pensiero, di fare emergere alcune categorie a livello filosofico e antropologico, ripercorrendo, alla fine, il racconto della sua vita.

 

 
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