Dopo L’ammissione di uno studente cristiano all’università di al-Azhar è un passo “positivo”, che potrebbe avere “sviluppi interessanti” non solo per l’ateneo ma per tutto il Paese. È quanto afferma ad AsiaNews p. Rafic Greiche, portavoce della Chiesa cattolica egiziana, commentando il primo caso - pubblico e confermato - di un giovane non musulmano che potrà svolgere il tirocinio all’interno della massima istituzione islamica sunnita. “Certo - aggiunge il leader cristiano - sarà importante monitorare la vicenda e capire come si svilupperà nelle prossime settimane, nel futuro prossimo”.
 
Il mese scorso l’università islamica di al-Azhar, al Cairo, ha ufficializzato l’ammissione di Abanoub Guirguis Naeem (al centro nella foto), laureando in medicina e odontoiatria, al periodo di tirocinio alla facoltà di Odontoiatria. Naeem è un cristiano copto, minoranza oggetto di recente di una serie di attacchi e violenze nel Paese, ed è il primo caso “riconosciuto” di giovane cristiano a varcare le porte della massima istituzione musulmana del mondo arabo.
 
Da oltre un millennio essa prepara non solo medici, ingegneri, scienziati, ma anche esperti di legge e imam che poi andranno a predicare nelle moschee di tutto il mondo. Essa è famosa per aver accolto, almeno in via ufficiale, solo studenti musulmani. Naeem si è laureato alla Nahda University, a Beni Suef, nell’Alto Egitto. Per poter esercitare nelle strutture pubbliche o private del Paese, egli deve prima svolgere un periodo di “praticantato” all’interno di una struttura riconosciuta dallo Stato.
 
Fra queste l’università del Cairo, la Ain Shams University e l’università di al-Azhar. Il periodo di prova può variare da due mesi fino a un anno. Khalid Siddiq, decano della facoltà di Odontoiatria dell’università di al-Azhar, spiega che nel maggio di ogni anno “il regolamento prevede l’apertura a candidature per il programma di tirocinio”. Lo studente cristiano ha presentato regolare domanda, aggiunge il decano, ed è stato “accettato per trascorrere il periodo di formazione nell’ateneo”.
 
Una notizia che lo stesso Naeem ha accolto con gioia, non solo per essere il primo giovane cristiano a varcare le soglie dell’università ma per la possibilità di migliorare ancor più le proprie conoscenze. E dietro alla decisione vi potrebbe essere la precisa volontà dei vertici di al-Azhar di mostrare al mondo il suo volto aperto, dialogico in particolare dopo la recente visita di papa Francesco e l’incontro con il grande imam di al-Azhar Ahmad Al-Tayeb.
 
Di recente membri del Parlamento egiziano avevano chiesto una maggiore apertura dell’ateneo rispetto all’ammissione di studenti cristiani. Immediata la risposta del portavoce di al-Azhar Abbas Shoman, il quale aveva ricordato che non vi sono norme che “impediscono a cittadini egiziani” di studiare nell’ateneo; tuttavia, egli ha ricordato che “l’obbligo di imparare a memoria il Corano” non è una prassi comune per i cristiani, ecco perché “non è loro consigliabile” l’iscrizione nell’università islamica.
 
“L’università di al-Azhar - spiega p. Rafic Greiche - ha due sezioni: una teologica, dove studiano e si formano gli imam e gli esperti di legge musulmana. E poi una università dedicata ad altre materie come la medicina, l’odontoiatria, scienze, matematica”. Almeno in via ufficiale, prosegue il portavoce della Chiesa cattolica, l’ateneo “dice di non discriminare” rispetto all’ingresso degli studenti, ma all’atto pratico sinora non è stato così.
 
“Ora abbiamo il primo studente cristiano - prosegue - ed è un fatto positivo, una novità che dobbiamo seguire con attenzione”. Per il leader cristiano egiziano “questo è un buon punto di partenza”, ma resta da capite “se e come funzionerà nel tempo. Al-Azhar - conclude - vuole sempre mostrare al mondo il suo volto dialogico, conciliante, aperto, contrario al terrorismo e questa decisione giunge in un momento particolare. Prima di esprimere un giudizio definitivo vediamo come andrà la frequentazione dell’ateneo”.
 
  
(articolo tratto da www.asianews.it)
  

 
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