Alle minacce di morte verso membri del Servizio Gesuita a Migranti e Rifugiati (SJMR), e agli attacchi mediatici contro esponenti della comunità cattolica, la Chiesa risponde con "un rifiuto verso qualsiasi incitazione alla violenza e all'intolleranza". Come appreso da Fides, nei giorni scorsi sono stati diffusi molti messaggi di xenofobia e di odio, con un linciaggio virtuale a un avvocato del SJMR e a un religioso.
 
Il comunicato della diocesi di Roraima, cofirmato da altre organismi ecclesiali, illustra i fatti: "Negli ultimi giorni è stato divulgato nei social media un video nel quale un collaboratore dei nostri servizi informa un gruppo di famiglie migranti venezuelane sui procedimenti legali per l'espulsione da un immobile o da un terreno occupato.
 
Tali famiglie stavano abitando in modo pacifico in una casa abbandonata" della periferie della capitale dello stato, Boa Vista, "e avevano ricevuto informazioni che indicavano l'obbligo di andarsene". "In Brasile, l'azione dello Stato è regolata da una serie di procedimenti formali per salvaguardare i diritti fontamentali delle persone, e specialmente in situazioni di vunerabilità sociale", continua la missiva, "e questo e quanto quel collaboratore stava spiegando".
 
Tuttavia "persone in mala fede hanno divulgato recentemente" il video, che reca la dicitura: "ONG sostenute dal PT" (il Partito dei Lavoratori di Lula da Silva e di Dilma Rousseff) "stanno insegnando a immigranti venezuelani ad invadere le case dei brasiliani". La Chiesa locale puntualizza che "si tratta di manipolazione politica".
 
Il Brasile sta entrando in campagna elettorale, e si assiste a ripetuti attacchi alla Chiesa e agli immigranti. Il canale che ha diffuso il filmato appartiene a un candidato politico del Partito Patriota, che sostiene la candidatura a presidente della Repubblica di Jair Bolsonaro, dell'estrema destra.
 
In una conferenza stampa, la diocesi di Roraima ha spiegato l'accaduto all'opinione pubblica. Altre 37 istituzioni hanno sottoscritto il comunicato mentre la Conferenza episcopale brasiliana ha espresso "solidarietà e sostegno a tutte le azioni della Chiesa orientate a garantire una vita degna ai rifugiati e ai migranti".
 
La diocesi rivolge un appello alla società dello stato di Roraima, "composta da immigranti di tanti luoghi diversi, mosaico di culture e storie diverse, ad affermare che siamo una società accogliente e aperta". E chiede "un uso responsabile e maturo dei social media, affinchè siano veicolo di unione e solidarietà e non servano per assecondare posizioni e discorsi xenofobi e violenti".
 
Nel frattempo, [...] il tribunale federale di seconda istanza di Roraima ha annullato il provvedimento del giudice Helder Girão Barreto, che aveva determinato la sospensione dell'ingresso e dell'ammissione di immigranti del Venezuela fino a quando si ristabilisse "un equilibrio numerico" nel processo di incorporazione di stranieri nel Paese. Per il tribunale, "chiudere la frontiera significa non riconoscere l'immigrante venezuelano come uguale al cittadino brasiliano".
 
  
(tratto da www.fides.org)
  

 
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