Fai diventare questo sito la tua Home Page Aggiungi questo sito tra i tuoi preferiti Contattaci  Facebook  Twitter  

Cerca

Newsletter

iscriviti: scrivi la tua email

26/09/11 - Nord-Est Capitale della Cultura 2019: tavolo sui beni culturali ecclesiastici

Venerdì 23 settembre, nell'ambito degli incontri per i lavori della candidatura di Venezia e del Nord-Est a Capitale della Cultura 2019, ReteSicomoro è stato invitato a coordinare nella persona del Direttore Enrico Albertini e di Luca Baraldi il tavolo di discussione sui Turismo Religioso che ha coinvolto i principali esponenti del mondo culturale del Triveneto e non solo.
 
Il gruppo di lavoro per la candidatura ritiene infatti strategico coinvolgere il mondo cattolico e i beni ecclesiastici del territorio in quanto non solo elementi di prestigio e di eccellenza, ma anche come basi sulle quali costruire una rete di valorizzazione turistica che aumenti l'attrattività di tutto il Triveneto.
 
Per coloro che non hanno potuto essere presenti diamo qui di seguito un breve sunto degli ambiti di discussione:
 


Per quanto riguarda gli istituti museali o assimilabili e gli istituti deputati alle esposizioni temporanee, l’area del Triveneto sotto il profilo quantitativo dell’offerta non teme paragoni. Oltre 650 sono le istituzioni museali o affini censite da ISTAT nel 2006 (ultima rilevazione disponibile), che in quell’anno avevano accolto oltre undici milioni di visitatori e la cui struttura proprietaria vedeva protagonisti anzitutto gli enti locali territoriali.

Numeri importanti, quindi, che tendono a nascondere tuttavia le inefficienze legate ad una crescita caotica e negli ultimi decenni eccessiva di istituti medio piccoli, che si traduce in una realtà d’insieme estremamente frammentata, con una percentuale ridotta di istituti storici di grande tradizione e dotati di strutture adeguate in cui si concentra peraltro la stragrande maggioranza dei visitatori; e una presenza numericamente preponderante di istituti di piccola e piccolissima dimensione, quasi sempre di recente istituzione, non di rado gestiti su basi volontaristiche e legati a dinamiche schiettamente locali.

Tentando un ragionamento di tipo strategico, appare ineludibile quindi provvedere a una riorganizzazione del sistema, che sappia da un canto potenziare gli istituti maggiori e renderli il più possibile autonomi nella gestione ed integrati nella proposta culturale; e dall’altro salvaguardare, dove possibile, il tessuto di realtà medio-piccole che costituiscono il più delle volte elemento di identità locale, favorendo forme di gestione a rete, partecipata e resa sostenibile da un ampio utilizzo di personale volontario.
 
Prossimamente su ReteSicomoro il resconto degli atti del tavolo di lavoro.


Salva questo testoSegnala ad un amicoStampaTorna alla pagina precedenteTorna alla home page