Africa e America Latina, le direttrici del Programma Alimentare Mondiale: «Non ci sarà pace in un mondo affamato»

In visita alla sede romana del PAM, Papa Leone XIV ha incontrato le responsabili regionali per l’Africa Occidentale e Centrale e per l’America Latina, che denunciano il legame sempre più stretto tra fame, conflitti e crisi climatica.

Il 22 giugno Papa Leone XIV si è recato presso i quartieri generali del Programma Alimentare Mondiale (PAM) a Roma, dove ha incontrato, tra gli altri, Kinday Shamba e Lena Savelli, direttrici regionali rispettivamente per l’Africa Occidentale e Centrale e per l’America Latina e i Caraibi. Per Shamba, musulmana, l’incontro ha rappresentato un riconoscimento del lavoro degli operatori umanitari che, ha raccontato, “a volte rischiano la vita”; Savelli ha sottolineato come i valori della dottrina sociale della Chiesa — dignità umana, solidarietà, attenzione ai più vulnerabili — siano in piena sintonia con il mandato dell’agenzia ONU.

In Africa, dove il PAM opera tra Mali, Burkina Faso, Niger, il bacino del Lago Ciad, la Nigeria settentrionale, il Camerun e il Ciad, l’insicurezza alimentare è aggravata sia dai conflitti che spingono le persone a fuggire, sia dalla desertificazione che inaridisce sempre più i terreni del Sahel. Secondo Shamba, la mancanza di assistenza può a sua volta spingere le persone impoverite verso i gruppi armati attivi nella regione: fame e violenza si alimentano a vicenda.

In America Latina il paradosso è diverso: pur essendo la regione più grande esportatrice netta di cibo al mondo, resta quella in cui costa di più seguire una dieta sana, e la crisi climatica — dall’uragano Melissa al fenomeno de El Niño — rischia di spingere altri 16 milioni di persone nell’insicurezza alimentare, in Paesi già segnati dalla violenza come Haiti, Colombia ed Ecuador. Entrambe le direttrici denunciano infine il drastico calo dei finanziamenti internazionali, che costringe il PAM — pur essendo Premio Nobel per la Pace nel 2020 — a scelte sempre più drammatiche su chi assistere e chi lasciare indietro.

Tratto da Vatican News