Africa: fondi tagliati da tutti i paesi ricchi

Allarme Amref: «il rischio che i problemi locali diventino emergenze globali.

Negli ultimi decenni gli aiuti internazionali, in particolare quelli dell’agenzia statunitense UsAid, hanno contribuito a salvare milioni di vite nell’Africa sub-sahariana, riducendo drasticamente la mortalità legata a Hiv/Aids, malaria e malattie tropicali. Tuttavia, la recente interruzione di questi programmi rischia di provocare, entro il 2030, milioni di morti aggiuntive a causa delle principali malattie trasmissibili, come segnalato da studi scientifici e da Amref Health Africa.

La preoccupazione non riguarda solo gli Stati Uniti. Diversi Paesi economicamente avanzati stanno diminuendo i fondi destinati alla cooperazione internazionale: tra questi Francia, Germania e Regno Unito, insieme ad altre nazioni europee. Solo pochi Stati del Nord Europa mantengono o superano gli obiettivi internazionali di sostegno allo sviluppo, mentre l’Italia resta al di sotto dei livelli raccomandati.
La riduzione degli aiuti ha conseguenze immediate sui sistemi sanitari africani, già fragili. In vari Paesi sono stati ridimensionati o cancellati programmi essenziali, soprattutto nei settori della salute materno-infantile, della prevenzione e dell’assistenza ai più vulnerabili. In alcune aree colpite da crisi umanitarie, milioni di persone si trovano in condizioni di estrema difficoltà.
Secondo gli esperti, l’indebolimento della cooperazione sanitaria internazionale aumenta il rischio che problemi locali si trasformino in emergenze globali. La salute dell’Africa è infatti strettamente connessa a quella del resto del mondo.

Nonostante le difficoltà, emergono segnali di speranza: nuovi partner internazionali, iniziative innovative e una crescente collaborazione tra i Paesi africani per rafforzare sistemi sanitari più equi e sostenibili. Rimane tuttavia fondamentale il valore della solidarietà globale, poiché la sicurezza sanitaria è un bene comune che coinvolge l’intera umanità.

Tratto da Avvenire