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Albania, portare l’acqua per l’agricoltura dove non c’è

Un progetto nella diocesi di Rrëshen prevede la costruzione di un acquedotto e attività per migliorare l’inclusione economica delle comunità.

Non sempre bisogna guardare lontano per trovare situazioni in cui una comunità non ha l’acqua per praticare l’agricoltura. Nella piana di Shkors, che si trova nel nord-est dell’Albania, era normale che i padri di famiglia e i giovani si spostassero per lavorare e poter sostenere economicamente le proprie famiglie, in quanto non era possibile irrigare i terreni per ricavarne un reddito. Nei municipi di Klos e Mat, che fanno parte della diocesi di Rrëshen, suffraganea dell’arcidiocesi di Tirana-Durazzo, le famiglie potevano contare solo su un’agricoltura di sussistenza molto semplice, non avendo strumenti e competenze per convertirla in una produzione di mercato.

Come riporta l’Agenzia Fides, nei piccoli villaggi dell’ampia vallata nove mesi fa il Movimento Lotta alla Fame nel Mondo, che fa parte della rete Focsiv, ha dato inizio a un progetto triennale per contribuire al miglioramento della qualità della vita e all’inclusione economica dei residenti attraverso l’accesso all’acqua per l’irrigazione, che fino a poco tempo fa in pochissimi potevano utilizzare. Infatti, questa terra, tanto rigogliosa quanto inospitale, ha le risorse naturali necessarie per migliorare anche le coltivazioni familiari, ma solo le grandi aziende avevano accesso all’acqua per uso agricolo.

Grazie a questa iniziativa, che si aggiunge all’arrivo della rete pubblica dell’acqua potabile avvenuto solo nel 2019, i cambiamenti cominciano a vedersi, nonostante inizialmente le persone fossero diffidenti perché quasi nessuno credeva che un miglioramento in questo senso fosse possibile. Gli abitanti della valle vivono condizioni diffuse di esclusione sociale, educativa ed economica, come in molte aree interne che, a differenza di quelle costiere, presentano alti livelli di disoccupazione e rilevanti carenze nei trasporti, nei servizi, nella gestione dei rifiuti.

L’obiettivo principale del progetto è la costruzione di un acquedotto a caduta per portare l’acqua proveniente dalle montagne circostanti, con il posizionamento di sette chilometri di tubature e la creazione di un deposito idrico per la distribuzione. Sono previsti anche attività di formazione professionale e supporto allo sviluppo di attività di produzione agroalimentare orientata al mercato per centosessantadue famiglie, l’organizzazione di un vivaio e di un vigneto e il potenziamento di un caseificio già attivo che lavora latte bovino proveniente da quarantadue famiglie locali.

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