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La realizzazione di una speranza certa

Gli auguri del nuovo custode del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi, padre Marco Moroni, ai lettori di ReteSicomoro.

Che cosa augurare per questo Natale in tempo di pandemia?

Chiaramente l’augurio che viene più facile da formulare è che tutto passi presto, che non resti che un ricordo, che anzi possibilmente si possa riuscire a non ricordare nulla. Rischia però di essere un augurio illusorio, ingannevole, fatto solo per darci un po’ di momentanea pace, come quando a marzo e aprile tappezzavamo le città con la scritta “Andrà tutto bene”.

Allora che cosa augurarci, che cosa augurare a tutti voi?

Forse l’auspicio migliore è quello di saper trarre da questa esperienza dolorosa almeno qualche insegnamento, qualche semplice intuizione, l’illuminazione su qualche percorso da esplorare, qualche processo da attivare nella nostra vita. Provo a indicarne uno: abbiamo fatto e stiamo facendo l’esperienza della solitudine, delle distanze, dell’isolamento. E tutto questo ci ha fatto scoprire o ha fatto aumentare in noi una gran voglia di legami, di relazione, ma di una relazione sincera, vera, profonda; una relazione costruttiva e solidale.

Allora l’augurio è che, questo sì, questo possa avvenire. Vorrà dire impegno, rischio, lotta, tenacia, coinvolgimento. Se sarà così non sarà un’illusione, ma sarà la realizzazione di una speranza certa, quella che ci viene data dalla fiducia in Colui che è il legame tra il Cielo e la terra, in Colui che si fa relazione, amicizia, consolante compagnia.

Buon Natale.

fra Marco
Custode del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi

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