Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Avvento, vivere l’eternità nel tempo presente

Nascendo, Gesù connette il tempo di Dio con quello dell’uomo, legando ogni istante all’amore, alla cura, al dono, alla prossimità.

Nel linguaggio comune, talvolta il tempo viene contrapposto all’eternità, in un dualismo che fa iniziare quest’ultima nel momento in cui l’altro finisce. Come si può, dunque, dire che Dio, eterno, entri nel tempo? Come si può dire che con il Natale Egli si fa carne nel Figlio per partecipare al tempo della storia degli uomini? Nell’immaginario, la storia è movimento, dinamicità, cambiamenti continui, mentre l’eternità è immobile, statica, inoperosa.

In una riflessione di mons. Antonio Staglianò su Avvenire, si legge che la salvezza proposta dalle religioni, anche di alcune versioni cristiane, è sempre procrastinata nell’al di là della storia, dopo il tempo delle vicende umane. E se non fosse proprio così, dice il vescovo? Se ci fosse un tempo eterno e un’eternità temporale? Sarebbe possibile vivere l’eternità come salvezza del tempo, il quale non verrebbe più incatenato a un avanzamento infinito che non dia valore alle espressioni umane, come l’amore.

Nella letteratura del Novecento, da Proust e Joyce a Svevo, è stato dato rilievo al tempo della coscienza, contrapposto a quello matematico-quantitativo in quanto dilata e riduce la vita dell’uomo a seconda dei suoi stati di coscienza. L’utilità della misurazione temporale per le attività pratiche è innegabile, ma il vero tempo vissuto è quello della coscienza. Questo viene svelato proprio con l’Avvento, quando ci si prepara alla nascita di un bambino di nome Gesù che connetterà il tempo eterno di Dio con quello dell’uomo, legando ogni istante della sua esistenza all’amore per tutti, alla cura, al dono, alla prossimità.

Il tempo diventa dunque liberazione, perché genera empatia verso i deboli e gli indifesi e interrompe il volgersi degli eventi solitamente chiuso negli interessi individuali. Esso acquisisce così un senso, una direzione. Con l’Avvento, ogni momento è volto a contrastare gli inutili istanti egoistici, proteso com’è verso l’attesa e l’incontro con l’Altro. L’essere umano si deve mettere in moto per rinunciare alla supremazia dell’io, basata esclusivamente sull’autorealizzazione di sé, e vivere il tempo come rivelazione del Signore, che porta l’eternità nella sua vita.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email