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Brasile, il rischio continuo di subire violenze per la difesa della terra

Un altro caso di aggressione da parte di un proprietario terriero contro un missionario che opera per la Pastorale della Terra.

Padre Dennis Koltz, missionario e amministratore della parrocchia brasiliana São Joaquim di Pacuí, opera anche per la Commissione Pastorale della Terra, organo della Conferenza nazionale dei vescovi che si occupa di diritti e sostenibilità nell’uso delle terre. Lo scorso martedì di carnevale, mentre era in auto con padre Sisto Magro, coordinatore della Commissione della diocesi di Macapá, ha notato che il cartello di una grande fazenda in località São Benedito da Campina, che per legge deve indicare le informazioni riguardanti la proprietà di un terreno ed essere posizionato in vista, era poco visibile.

Insospettito, è sceso per scattare una foto, così da poter fare successivamente dei controlli su questa azienda agricola. Un uomo, presentatosi come il proprietario della fazenda, si è avvicinato e ha iniziato una violenta discussione verbale. Come riporta Mondo e Missione, secondo p. Koltz l’aggressore ha prima cercato di prendergli e rompere le chiavi del mezzo, poi lo ha colpito ripetutamente al volto e al costato. Salito sulla sua auto, l’uomo ha urtato il pick up dei missionari distruggendone una fiancata.

Le conseguenze non sono state così gravi, ma l’episodio è significativo della tensione che c’è tra i proprietari terrieri e chi opera nella Pastorale della Terra, preoccupato per una politica che avvantaggia il mercato fondiario a discapito di quelle famiglie fragili che cedono facilmente alle pressioni delle imprese agroalimentari e dei latifondisti e vendono i loro lotti di terra. Spiega p. Koltz:

«Il problema riguarda i caboclos, i meticci che da generazioni coltivano terre mai ufficialmente riconosciute. Lo Stato oggi cerca di assegnarle alle imprese, dicendo che portano lavoro, sviluppo, modernità. […] Sono già duecento le famiglie che hanno perso la terra per via di documenti molto dubbi ottenuti dall’organo delle terre dell’Unione federale. Almeno un paio di volte al mese sono in tribunale con questa gente. Senza soldi possono difendersi solo con gli avvocati d’ufficio che spesso non conoscono nemmeno il diritto agrario.»

Periodicamente, alcune persone della Pastorale della terra vengono minacciate e questo genera preoccupazioni. Nell’Amazzonia, diversi fazendeiros hanno innalzato dei recinti e messo dei paramilitari di guardia su terre pubbliche, che dovrebbero appartenere a chi ha più bisogno. Chi protesta rischia di subire violenze o essere ucciso e, quasi sicuramente, i mandanti non vanno in galera.

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