Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

La catechesi va unita all’opera di evangelizzazione

Nel nuovo “Direttorio per la catechesi” vengono affrontati molti temi connessi alle sfide di oggi: il digitale e la globalizzazione.

Il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione ha pubblicato, a seguito dell’approvazione di Papa Francesco, il nuovo Direttorio per la catechesi, realizzato dopo il Direttorio catechistico generale del 1971 e il Direttorio generale per la catechesi del 1997. Il motivo che ha portato a questa pubblicazione, che ha richiesto quasi cinque anni di lavoro e ha coinvolto oltre ottanta esperti di catechesi a livello internazionale, è stato quello di aggiornarla alle nuove sfide che la Chiesa è chiamata ad affrontare oggi, perché le azioni di vescovi, sacerdoti, diaconi, persone consacrate, catechisti e catechiste non possono rimanere avulse dal contesto storico e culturale in cui si realizzano. Durante la conferenza stampa, mons. Lucio Adrián Ruiz, segretario del Pontificio Consiglio, ha infatti detto:

«La catechesi è chiamata a un rinnovamento che non può consistere solo in un cambiamento di strategia, o nell’elaborazione di discorsi semplicemente più attraenti. […] Infatti, la Chiesa non vive più in un regime di cristianità ma in una società secolarizzata, in cui il fenomeno della lontananza dalla fede è aggravato dal senso del sacro ormai perduto e la scala dei valori cristiani messa in discussione. Molti dei fedeli non sempre sono pienamente convinti di ciò in cui credono, o consapevoli dei fondamenti della fede che professano e talvolta non ne hanno un’esperienza autentica.»

Sempre durante la presentazione del libro, il presidente del Pontificio Consiglio mons. Rino Fisichella ha inoltre ricordato come le grandi sfide di oggi siano gli strumenti digitali e la globalizzazione, fenomeni che obbligano tutti coloro che hanno responsabilità formative a comprenderli e vederne l’adeguatezza. Ma c’è una ragione di ordine teologico ed ecclesiale che ha convinto a redigere questo Direttorio: l’evangelizzazione.

«La catechesi […] va intimamente unita all’opera di evangelizzazione e non può prescindere da essa. Ha bisogno di assumere in sé le caratteristiche stesse dell’evangelizzazione, senza cadere nella tentazione di diventarne un sostituito o di voler imporre all’evangelizzazione le proprie premesse pedagogiche. In questo rapporto il primato spetta all’evangelizzazione, non alla catechesi. Ciò permette di comprendere perché, alla luce di Evangelii gaudium, questo Direttorio si qualifica per sostenere una “catechesi kerygmatica”. […] In questa prospettiva, viene indicata una nota fondamentale che la catechesi deve fare propria: la misericordia. Il kerygma è annuncio della misericordia del Padre che va incontro al peccatore non più considerato come un escluso, ma un invitato privilegiato al banchetto della salvezza che consiste nel perdono dei peccati. […] La catechesi, insomma, ha lo scopo di far raggiungere la conoscenza dell’amore cristiano che porta quanti l’hanno accolto a divenire discepoli evangelizzatori.»

Il Direttorio tocca diverse tematiche, tra cui: una rinnovata valorizzazione dei segni liturgici dell’iniziazione cristiana; la progressiva maturazione del processo formativo in cui tutta la comunità è coinvolta; il legame tra evangelizzazione e catecumenato; l’inserimento progressivo nel mistero della fede. Esso esprime una catechesi che sappia farsi carico di mantenere unito il mistero, pur articolandolo in diverse fasi di espressione. Una vera catechesi non potrà mai dire tutto sul mistero di Dio, che quando è colto nella sua realtà profonda richiede il silenzio. Al contrario, dovrà introdurre alla via della contemplazione trovando il punto di forza nell’incontro, che coinvolge catechista e catechizzando e permette di sperimentare la presenza di Dio nella vita di ognuno.

Nei dodici capitoli in cui è suddiviso il testo, si parla di: formazione dei catechisti; linguaggio e modalità espressive tra narrazione, arte, musica; catechesi in famiglia e nella vita di bambini, giovani, adulti, anziani; cultura dell’inclusione delle persone oggi scartate, come disabili e migranti; attenzione spirituale verso gli emarginati, come poveri e carcerati; ruolo di parrocchie, associazioni, movimenti ecclesiali, scuole cattoliche; insegnamento della religione, distinto ma complementare alla catechesi; pluralismo culturale e religioso; luci e ombre del mondo digitale; contrasto alla cultura dell’istantaneo; scienza e fede; bioetica; conversione ecologica e sociale.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print