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Chesterton e la lunga strada verso la santità

L’americana The Society of G.K. Chesterton sta provando a far partire la causa di canonizzazione a favore dell’autore dei racconti di padre Brown.

Può uno scrittore diventare santo? Forse, nel caso di Gilbert Keith Chesterton, sì. Dale Ahlquist, presidente dell’americana The Society of G.K. Chesterton, un apostolato laico cattolico riconosciuto come associazione privata canonica di fedeli che promuove l’educazione cattolica, l’evangelizzazione e l’insegnamento sociale della Chiesa, sta provando a far partire la causa di canonizzazione a favore del noto autore dei racconti gialli di padre Brown.

Secondo lui, Chesterton (1874-1936), giornalista, narratore, poeta, critico letterario e saggista su temi storici, economici, filosofici e teologici, durante la sua vita ha dimostrato virtù eroiche e ha ispirato un alto numero di conversioni. Così, Ahlquist ha sottoposto la questione al vescovo di Northampton, la diocesi dello scrittore britannico, compilando un elenco di oltre quattrocentocinquanta nomi di persone la cui conversione è stata in parte aperta da lui e sottolineando il culto mondiale che sta crescendo. Nel 2013, il vescovo Doyle ha nominato un canonico per svolgere un’indagine ufficiale.

Ma il primo di agosto, durante la 38ª conferenza annuale su Chesterton tenutasi quest’anno a Kansas City, Ahlquist ha rivelato ai partecipanti che ad aprile il vescovo di Northampton gli ha scritto una lettera in cui rivela che non avrebbe perseguito la causa di canonizzazione. La decisione si è basata sull’approfondita indagine stesa dal canonico incaricato e dal confronto con la Congregazione delle Cause dei Santi.

Mons. Doyle si dice consapevole della devozione a Chesterton che c’è in molte parti del mondo e della sua influenza evangelizzatrice su così tante persone. Però, rileva che la mancanza di un culto locale, la difficoltà di delinearne un chiaro modello di spiritualità personale e alcune ombre riguardanti l’antisemitismo non gli permettono di sostenerne la canonizzazione. Per questo, consiglia di cercare nuovi modi per promuovere la causa.

In risposta al primo dubbio sollevato, la Società scrive che il culto locale (oltre che universale) c’è: ogni giugno, pellegrini camminano e pregano da Londra a Beaconsfield verso la tomba dello scrittore. In merito al secondo, sottolinea la difficoltà di far canonizzare un laico, che ha rivelato la propria spiritualità nei suoi scritti e nella sua vita. Infine, rifiuta di accostare Chesterton all’antisemitismo: egli parlò ripetutamente contro le persecuzioni degli ebrei in Germania e in Russia, dicendo anche che “il mondo deve Dio agli ebrei”.

Nonostante questa battuta d’arresto, Ahlquist non demorde e sta già provando a sondare altre strade, come quella di cercare un vescovo di un’altra diocesi più partecipe alla causa o attendere un nuovo ordinario a Northampton. D’altronde, Papa Francesco è un fan di Chesterton: quando era arcivescovo a Buenos Aires, fu membro di un comitato onorario di una conferenza organizzata dalla Società chestertoniana argentina.

Luca Frildini

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