II Domenica di Pasqua

Anno C

Letture: Atti 5,12-16; Salmo 117; Apocalisse 1,9-11.12-13.17-19; Giovanni 20,29

Spero sia stata solo una dimenticanza o la solita abitudine di non conteggiare le donne nel novero dei presenti, ma non posso immaginare il ritorno di Gesù senza un primo, speciale e privilegiato abbraccio alla mamma, presente anch’essa con i discepoli come raccontano gli Atti degli Apostoli (At 1,14).

O forse, come ipotizza don Tonino Bello, Maria fu testimone diretta della resurrezione durante quella notte misteriosa, la prima a posare gli occhi sulla definitiva capriola della storia, quando la vita prese il sopravvento sulla morte.

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Don Luigi Verdi

 

Tommaso (nome che significa “gemello”) è figura di ogni discepolo che ha bisogno di fare un percorso di “conversione” per riconoscere il Risorto che “sta in mezzo” alla comunità riunita. La sua assenza la sera del “primo giorno della settimana” parla delle nostre fatiche ad “essere con” gli altri discepoli, a sentirci uno con le nostre comunità, a sentire come nostra l’esperienza di chi ci ha preceduto nel cammino di fede, a riconoscere lì il corpo del Risorto (per questo chiede di “toccare” le ferite del Signore).

Ora Gesù non disdegna la fatica di Tommaso ad affidarsi! Ciò che accade “otto giorni dopo”, nel “giorno del Signore” (come lo definisce la seconda lettura), ci dice che il Signore viene incontro ad ogni discepolo che Lo vuole toccare, che Lo vuole incontrare “faccia a faccia”.

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