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Digiuniamo dal gas per resistere al freddo spirituale

Questo gesto quaresimale è un modo per condividere un poco il gelo che sta provando la gente ucraina nelle città assediate.

Nel messaggio per la Quaresima di quest’anno, Papa Francesco ha affermato che «Il digiuno prepara il terreno, la preghiera irriga, la carità feconda». La prima azione da compiere in questo tempo di conversione e rinnovamento è, dunque, l’astinenza o la riduzione di ciò che nella nostra vita è superfluo e non vero e che rende le nostre esistenze comode ma indifferenti. Se consideriamo l’attuale crisi energetica causata dalla guerra condotta dalla Russia in Ucraina, non appare strana la proposta del Movimento Laudato si’: il digiuno del gas.

Come si legge su Settimana News, il significato di questo atto, allo stesso tempo spirituale e concreto, è quello di condividere un poco il freddo che sta provando la gente ucraina nelle città assediate, rimasta senza riscaldamento e acqua calda. Ma non solo: esso serve a percepire i piedi congelati dei profughi lungo la rotta balcanica verso l’Europa, i corpi infreddoliti dei migranti nel Mediterraneo, il gelo sulle tendopoli abitate dagli sfollati siriani nei Paesi del Medio Oriente o nelle case degli afghani ripiombati ancora in un regime di oppressione.

Come fare per digiunare dalle forniture energetiche? Si può abbassare la temperatura in casa, consumare meno acqua calda, usare meno energia elettrica, scegliere quando possibile di spostarsi in bicicletta e con mezzi pubblici piuttosto che in auto. Per affrontare queste privazioni, occorre fare dei sacrifici: indossare un ulteriore vestito, organizzarsi meglio, risparmiare per riuscire a rendere la nostra abitazione dipendente non più dai combustibili fossili, che hanno inquinato il mondo, ma dalle energie rinnovabili.

Questa è altresì una via non violenta che contribuisce a portare nella società la giustizia integrale, la svolta ecologica, la pace. Infatti, il rifiuto di dare i propri soldi alle aziende che sfruttano le risorse della Terra è un modo per ripulirla non solo dall’inquinamento, ma pure dal sangue di morti innocenti, visto che la terribile guerra in Ucraina è cofinanziata dai proventi della vendita all’Occidente di gas estratto in Russia. Anche questo vuol dire difendere le fragilità e resistere al freddo spirituale.

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