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È importante incrociare con i nostri occhi interiori lo sguardo di Gesù

Discorso di Papa Francesco al ritiro spirituale in Vaticano per le autorità civili ed ecclesiastiche del Sud Sudan.

Ieri Papa Francesco ha condotto presso la Domus Santa Marta un ritiro spirituale per le autorità civili ed ecclesiastiche del Sud Sudan, tra cui il presidente della Repubblica e i membri del Consiglio delle Chiese del Paese. La riflessione è partita affrontando il tema dello sguardo di Gesù, l’incontro col quale ha segnato i momenti più importanti della vita di un suo discepolo, Pietro.

“Il primo sguardo di Gesù su Pietro è stato quando suo fratello Andrea lo aveva portato da Lui, indicandoglielo come Messia: Gesù fissa il suo sguardo su Simone e gli dice che d’ora in poi si chiamerà Pietro (cfr Gv 1,41-42). Successivamente gli annuncerà che su questa «pietra» edificherà la sua Chiesa, mostrandogli così di contare su di lui per realizzare il piano di salvezza per il suo popolo. Il primo sguardo, dunque, è lo sguardo dell’elezione che ha suscitato l’entusiasmo per una missione speciale. Il secondo sguardo avviene nella tarda notte del giovedì santo. Pietro ha rinnegato il suo Signore per la terza volta. Gesù, portato via a forza dalle guardie, fissa di nuovo lo sguardo su di lui, suscitando questa volta in lui un doloroso ma salutare pentimento. L’apostolo scappò via e «pianse amaramente» (Mt 26,75) per aver tradito la vocazione, la fiducia e l’amicizia del Maestro. Il secondo sguardo di Gesù, dunque, ha toccato il cuore di Pietro e ha provocato la sua conversione. Infine, dopo la risurrezione, sulla riva del lago di Tiberiade, Gesù ha fissato ancora il suo sguardo su Pietro, chiedendogli di dichiarare il suo amore per tre volte e affidandogli di nuovo la missione di pastore del suo gregge, indicandogli anche come questa sua missione sarebbe culminata nel sacrificio della vita (cfr Gv 21,15-19).”

Lo sguardo di Gesù si posa, benevolo e misericordioso, anche su ciascuno di noi ed è molto importante incrociarlo con i nostri occhi interiori. Cosa ci chiede, cosa ci perdona, quale missione ci da? Ma i leader politici e religiosi hanno anche un altro sguardo su di sé, quello del popolo. Lo sguardo del popolo del Sud Sudan, colpito da conflitti e violenze, esprime il desiderio ardente di giustizia, riconciliazione e pace. Papa Francesco chiude con una preghiera:

“Padre santo, Dio di infinita bontà, Tu ci chiami a rinnovarci nel tuo Spirito e manifesti la tua onnipotenza soprattutto nella grazia del perdono. Riconosciamo il tuo amore di Padre quando pieghi la durezza dell’uomo e in un mondo lacerato da lotte e discordie lo rendi disponibile alla riconciliazione. Molte volte gli uomini hanno infranto la tua alleanza e Tu, invece di abbandonarli, hai stretto con loro un vincolo nuovo per mezzo di Gesù, tuo Figlio e nostro redentore: un vincolo così saldo che nulla potrà mai spezzarlo. Ti preghiamo di agire, con la forza dello Spirito, nell’intimo dei cuori, perché i nemici si aprano al dialogo, gli avversari si stringano la mano e i popoli si incontrino nella concordia. Per tuo dono, o Padre, la ricerca sincera della pace estingua le contese, l’amore vinca l’odio e la vendetta sia disarmata dal perdono, perché affidandoci unicamente alla tua misericordia ritroviamo la via del ritorno a Te, e aprendoci all’azione dello Spirito Santo viviamo in Cristo la vita nuova, nella lode perenne del tuo nome e nel servizio dei fratelli. Amen.”

Leggi qui il testo completo del discorso

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