“C’è un clima di superficialità diffusa e stanchezza democratica, urge presenza consapevole e impegno costante”
“C’è un clima di superficialità diffusa e stanchezza democratica, urge presenza consapevole e impegno costante”
Nel corso della commemorazione dell’ottavo anniversario della strage di San Marco in Lamis, in provincia di Foggia – dove il 9 agosto 2017 furono assassinati i fratelli agricoltori Luigi e Aurelio Luciani, vittime innocenti della violenza mafiosa – è intervenuto don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell’associazione Libera.
Durante la cerimonia, don Ciotti ha denunciato un clima di superficialità diffusa e stanchezza democratica presente nel Paese. Ha richiamato l’urgenza di una presenza consapevole e di un impegno costante da parte della società civile, per contrastare l’espansione dell’indifferenza e della delega passiva delle responsabilità.
Pur riconoscendo i significativi progressi compiuti dalle istituzioni, don Ciotti ha sottolineato come la criminalità organizzata continui a rigenerarsi, richiedendo quindi una rigenerazione parallela da parte di cittadini, associazioni e movimenti. Le “malattie del nostro tempo”, ha affermato, sono egoismo, individualismo e rassegnazione, atteggiamenti che ostacolano un autentico cambiamento.
La fame di giustizia e verità, ha ribadito, deve essere un orizzonte costante, soprattutto per dare continuità alla memoria delle vittime innocenti e sostenere i loro familiari con una vicinanza concreta, trasformata in impegno e speranza.
In conclusione, don Ciotti ha ricordato come l’amore, inteso in senso evangelico, debba tradursi in gesti e responsabilità condivise, citando Papa Francesco: non molte parole, ma atti concreti nel nome del Vangelo. Solo così si potrà costruire una comunità capace di resistere alla normalizzazione della violenza e dell’illegalità.
Articolo tratto da Famiglia Cristiana