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L’educatore professionale in oratorio / 8

Le domande dal pubblico e le risposte dei relatori alla fine della prima parte del seminario “Dalla necessità al progetto. L’educatore professionale in oratorio”.

Di seguito riportiamo le domande dal pubblico e le risposte dei relatori alla fine della prima parte del seminario “Dalla necessità al progetto. L’educatore professionale in oratorio”, tenutosi il 18 novembre 2016 a Bologna e organizzato dal TECO – Tavolo Educatori Cooperative Oratorio in collaborazione con le cooperative Altra Tensione, AnimaGiovane, Aquila e Priscilla, Curiosarte, Don Bosco, Eidè, ET – Educatori di Territorio, Pepita e con il sostegno di Confcooperative Emilia Romagna, FOI – Forum Oratori Italiani, ReteSicomoro.

Domande a don Samuele Marelli
Come si può lavorare in oratorio ed essere accoglienti se la parrocchia stessa non lo è?
Come aiutare la comunità ad essere titolare di un progetto educativo?
Qual è l’obiettivo, il compito dell’educatore professionale e delle cooperative che operano negli oratori?

Domanda a don Vincenzo Salerno (minuto 3:27)
Perché è faticoso un riconoscimento ecclesiale d ella figura professionale dell’educatore e del ruolo dei laici in oratorio?

Domanda al prof. Marco Moschini (minuto 8:26)
L’educatore in oratorio è a scadenza? Si può fare l’educatore in oratorio a cinquant’anni?

Domanda a Vanna Iori (minuto 13:55)
Si può pretendere una “supervisione spirituale”, oltre che psicologica e pedagogica? Se sì, come?

Domande rimaste aperte (minuto 19:41)
Qual è il rapporto tra professione e vocazione?
Possono esistere forme di cofinanziamento?
Come gestire un servizio che potrebbe essere visto come un appalto?

Andrea Mondinelli
associazione privata di fedeli e cooperativa Curiosarte

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