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Un’educazione diffusa per i giovani pigmei

Nella Repubblica Democratica del Congo i missionari comboniani stanno cercando di integrarli nel tessuto sociale.

Fino a cinquant’anni fa, la popolazione pigmea del Congo viveva emarginata ai confini della foresta, vittima di pregiudizi. I primi padri comboniani si impegnarono ad aiutarla per integrarla nel tessuto sociale, ma con difficoltà che rimangono ancora oggi. Padre Pierre Levati racconta all’Agenzia Fides che non è facile innanzitutto individuare i pigmei all’interno della foresta, poi approcciarsi a loro, considerando la loro reazione nei confronti degli estranei e che è necessario trovare un buon interprete in ogni villaggio.

Per cercare di renderli soggetti attivi della società in cui vivono, i missionari portano avanti progetti di scolarizzazione e formazione, come quello nella zona di Mungbere nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo. Padre Levati, che ne è il responsabile, spiega che i comboniani hanno costruito un collegio per studenti, che attualmente sono circa centodieci e possono rimanere per periodi prolungati. La scuola è aperta anche ai ragazzi di etnia Bantu, l’altra popolazione che popola questo territorio, con l’obiettivo di promuovere l’integrazione tra loro.

Inoltre, i missionari hanno attivato in vari villaggi pigmei delle iniziative scolastiche chiamate ORA: Observe, Reproduce and Assimilate, che servono per ridurre tra i giovani la povertà, il furto e il vagabondaggio e prevedono anche corsi per la coltivazione dei campi e l’allevamento del bestiame. Alla fine di ogni percorso, per andare in collegio gli studenti devono sostenere un esame di ammissione e ai partecipanti vengono regalati degli attrezzi da lavoro per l’inizio delle loro attività.

Il processo di scolarizzazione e di sviluppo dei pigmei è iniziato solo vent’anni fa. Il tasso di analfabetismo è ancora superiore al 97%, in particolare tra le donne dove arriva al 99%. La percentuale di iscrizione nelle scuole di bambini e adolescenti è ancora molto bassa, soprattutto i quelle secondarie dove sono quasi del tutto assenti. Oltre a ciò, l’abbandono scolastico è favorito da matrimoni in età precoce, alcolismo e dipendenza dalle droghe.

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