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In Egitto continua la regolarizzazione delle chiese cristiane

Grazie alla politica del governo inaugurata nel 2016, 1800 immobili tra edifici di culto e annessi sono già stati condonati.

In Egitto continua da parte del governo il processo di regolarizzazione dei luoghi di culto cristiani e degli edifici di servizio a essi collegati costruiti nei decenni scorsi in maniera spontanea, senza i necessari permessi. Grazie alle nuove certificazioni di conformità approvate dal primo ministro Mostafa Madbouly sulla base delle verifiche condotte dal comitato governativo costituito ad hoc, altre sessantadue costruzioni si sono aggiunte ai circa milleottocento immobili già condonati.

Come riporta l’Agenzia Fides, tutto è iniziato con la legge approvata dal parlamento egiziano il 30 agosto 2016, che ha stabilito i procedimenti per sanare da un punto di vista legale le situazioni, considerate in tutto o in parte abusive, delle migliaia di chiese e annessi edificati prima che entrasse in vigore la nuova legge sulla costruzione degli edifici di culto cristiani. Il comitato governativo verifica se le chiese e le cappelle rispondano agli standard stabiliti dalla nuova legge e, di norma, questo controllo si risolve con la loro regolarizzazione.

La legge sui luoghi di culto del 2016 è stata un grande passo avanti per i cristiani egiziani, in quanto in precedenza erano in vigore le cosiddette dieci regole aggiunte nel 1934 alla legislazione ottomana dal Ministero dell’interno. Il divieto di erigere nuove chiese vicino a scuole, canali, edifici governativi, ferrovie e aree residenziali aveva spesso impedito ai fedeli di costruirne sia nelle città che nelle aree rurali dell’Alto Egitto. La nuova politica del governo egiziano ha rimosso questi ostacoli e ha tolto un pretesto ai gruppi islamici più radicali, che vedono nell’edificazione di luoghi di culto senza permessi legali da parte delle comunità cristiane locali una scusa per esercitare il proprio odio.

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