Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email

L’esodo di bambini nella foresta tropicale tra Colombia e Panama

Nel 2021 diciannovemila minori migranti, la metà dei quali con meno di cinque anni, ha attraversato una giungla pericolosa.

Il cosiddetto “tappo di Darién”, che si trova sul confine tra Colombia e Panama, è un passaggio in una foresta tropicale fitta e pericolosa. Chi l’attraversa rischia di contrarre malattie debilitanti e potenzialmente mortali, come la diarrea, e gravi disturbi respiratori e legati alla disidratazione, vista la mancanza di acqua potabile. Nel 2021, diciannovemila bambini, un quinto del totale dei migranti, hanno intrapreso un viaggio che passa per questa impervia regione, con l’obiettivo di raggiungere gli Stati Uniti. Questo è un nuovo triste record, visto che il numero è addirittura tre volte superiore a quello dei cinque anni precedenti messi assieme.

Come riporta Avvenire, l’Unicef, che ha denunciato ciò che si sta verificando e si sta occupando dell’assistenza fisica e psicologica lungo la frontiera, parla di crisi umanitaria. Infatti, la metà dei minori ha meno di cinque anni e la quantità di quelli che arrivano a Panama non accompagnati dai genitori, che frequentemente muoiono durante il tragitto, è cresciuta di venti volte rispetto all’anno precedente. L’agenzia dell’Onu li accoglie offrendo loro acqua, cibo e servizi igienico-sanitari, per poi occuparsi dell’identificazione di quelli senza parenti.

Al problema di passare giorni estenuanti in un luogo inospitale come la giungla, si aggiunge il pericolo di imbattersi nelle bande criminali, che sono protagoniste di violenze, abusi sessuali, estorsioni, oltre a contribuire alla tratta di esseri umani. La provenienza di questi migranti, inoltre, non è solo dai Paesi dell’America Latina. Infatti, la metà di loro viene da Haiti, colpita dai recenti uragani e terremoti e dall’indigenza cronica, e una parte dall’Africa e dall’Asia meridionale, per un totale di circa cinquanta nazionalità. Le rotte migratorie mondiali sono sempre più ampie e intrecciate e la preoccupazione è che il numero di bambini e famiglie che passerà per il “tappo di Darién” aumenti nei prossimi mesi.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email