La formazione dei preti ha bisogno anche dell’educazione all’affettività

Un sondaggio del Dicastero per il clero tra chi si occupa di formazione sacerdotale ha fatto emergere temi ormai ineludibili.

Una migliore fraternità sacerdotale, una maggiore collaborazione con i laici e un’attenzione alla vita affettiva sono tra gli argomenti che sono avvertiti come più urgenti nella formazione dei preti. Queste indicazioni emergono da un sondaggio organizzato in vista del tradizionale Convegno internazionale per la formazione permanente dei sacerdoti, che si svolgerà dal 6 al 10 febbraio 2024 con il titolo “«Ravviva il dono di Dio che è in te» (2Tm 1,6). La bellezza di essere discepoli oggi: una formazione unica, integrale, comunitaria e missionaria”. Lo scopo di questa indagine, che ha coinvolto i destinatari del convegno (sacerdoti e laici formatori ed esperti), è stato quello di far segnalare dalla base i temi e le richieste più forti e ineludibili per i preti del terzo millennio.

Ad Avvenire la psicologa Chiara D’Urbano, una delle tre donne nominate da Papa Francesco tra i consultori del Dicastero per il clero, ha evidenziato come dal cambiamento d’epoca che stiamo attraversando, che coinvolge anche la Chiesa, nascano indifferibili interrogativi identitari. Domandandosi chi è oggi il presbitero e cosa ci si attende da lui, non si può non pensare alle fatiche dovute ai carichi di lavoro, che spesso portano a sacrificare la dimensione spirituale, e al peso dell’esperienza della solitudine. La dimensione dell’affettività richiede un’attenzione particolare, perché per troppo tempo questo aspetto umano del sacerdote è stato perlopiù disconosciuto. Oggi, invece, si chiede che il prete la possa affrontare con maggiore consapevolezza nella propria vita.

Questi argomenti richiedono nuovi strumenti per il servizio pastorale e di accompagnamento, ma la direzione tracciata da Papa Francesco è quella di uscire di uscire dagli spazi circoscritti, andare alle periferie umane e dialogare per creare una Chiesa sinodale. Un segnale di novità è dato anche dal fatto che a questa discussione partecipino laici e donne. Quello della formazione permanente dei sacerdoti, talvolta obbligatoria, è un tema comunque difficile, perché spesso viene visto come l’ennesimo impegno che si aggiunge ai tanti quotidiani, magari poco utile perché lontano dalle necessità dei destinatari. L’obiettivo del Dicastero per il clero è di iniziare un processo di attenzione e cura del prete e della sua vocazione basato sul confronto e sul sostegno continuativo con una prospettiva di benessere integrale, spirituale e psicoaffettivo del presbitero.