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Le forze di sicurezza israeliane accusate di possibili crimini di guerra

Un rapporto delle Nazioni Unite ha raccolto fonti anonime all’interno dello stesso esercito di Israele.

“Gli esperti delle Nazioni Unite accusano i reparti delle forze di sicurezza di Israele di (possibili) crimini di guerra, per la morte di almeno 189 palestinesi e il ferimento di altri 6.100 nel contesto delle proteste settimanali divampate lo scorso anno a Gaza. «Le forze di sicurezza israeliane – denuncia il documento Onu […] – hanno ucciso e mutilato i dimostranti, che non costituivano una minaccia immediata […] verso altri quando sono stati colpiti. Inoltre, essi non partecipavano in modo attivo alle ostilità».”

AsiaNews riporta i risultati del rapporto elaborato da un gruppo di esperti delle Nazioni Unite, che hanno avuto accesso a informazioni riservate provenienti da persone che operano negli stessi ambienti che sono ritenuti responsabili degli omicidi, tra cui alti ufficiali di comando e cecchini. Queste notizie potrebbero essere utilizzate dall’Alto commissario Onu per i diritti umani Michelle Bachelet in una denuncia alla Corte penale internazionale.

Ma una fonte anonima di Gerusalemme riferisce ad AsiaNews che, come al solito, da questa denuncia non sortiranno particolari effetti. In occasione degli atti più violenti, gli organismi internazionali come l’Onu si sono sempre mossi, però poi non è successo nulla perché il veto di qualcuno fa cadere tutto.

Dal 30 marzo 2018, quando era iniziata la Marcia del ritorno, alla frontiera tra la Striscia di Gaza e Israele i palestinesi hanno inscenato ripetute manifestazioni di protesta contro il blocco alle merci e per il riconoscimento di un diritto al rientro nelle loro case per i rifugiati. Gli israeliani hanno risposto con numerosi episodi di violenza, anche se l’esercito ha sempre sostenuto di aver aperto il fuoco per proteggere la frontiera da incursioni e attacchi di miliziani armati. Ad aprile ci saranno le elezioni in Israele e, nonostante il cessate il fuoco appaia improbabile, si è in attesa di sapere se ci sarà un cambio al vertice.

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