Siamo chiamati a una missione, a restare, e a trasmettere lo spirito cristiano.
Siamo chiamati a una missione, a restare, e a trasmettere lo spirito cristiano.
Venerdì 12 giugno 2026, il Commissariato di Terra Santa per il Nord Italia ha ospitato a Milano, nella sede annessa alla chiesa di Sant’Angelo, una serata benefica con circa cento partecipanti di diverse età. L’iniziativa, accompagnata da un menù a tema iberico, rientra tra le occasioni che i Commissariati organizzano per far conoscere l’opera dei francescani in Terra Santa e sostenere le comunità cristiane locali.
Fra Gianluigi Ameglio, responsabile del Commissariato, ha presentato agli ospiti fra George Haddad, frate quarantatreenne di origine palestinese, da poco ordinato sacerdote e oggi alla guida del Terra Sancta College di Betlemme, istituto che conta circa 1.200 studenti e un centinaio tra docenti e personale, tutti palestinesi.
Nel suo intervento, fra Haddad ha descritto la difficile situazione vissuta dalla città negli ultimi anni: prima la pandemia, che ha colpito duramente un’economia fortemente legata al turismo religioso, poi le conseguenze degli eventi successivi al 7 ottobre 2023, che hanno reso ancora più gravi le difficoltà economiche e di mobilità per la popolazione palestinese, compresa la chiusura prolungata del valico principale verso Gerusalemme. In questo contesto, la scuola e la Chiesa locale cercano di sostenere le famiglie più colpite, in particolare vedove e orfani, anche grazie ai contributi dei Commissariati di Terra Santa nel mondo. Le rette scolastiche restano tra le più basse fra gli istituti cristiani della città, coerentemente con la natura di missione, non di attività commerciale, dell’opera francescana.
Il religioso ha richiamato le origini storiche dell’istituto, fondato nel 1598 per l’insegnamento del latino liturgico, della musica sacra e di nozioni elementari di matematica. Oggi la scuola accoglie ragazzi dai tre ai diciotto anni, cristiani e musulmani in parti uguali, offrendo l’intero percorso scolastico fino ai diversi indirizzi liceali (linguistico, classico, scientifico), oltre a corsi di settore alberghiero ed estetico e, da due anni, percorsi di formazione professionale realizzati in collaborazione con i salesiani.
Fra Haddad, originario di Jenin e proveniente da una famiglia cattolica di rito melchita, ha condiviso un ricordo personale legato al proprio arrivo a Betlemme, avvenuto il 1° luglio 2023, pochi giorni prima dello scoppio del conflitto. Ha sottolineato come gli studenti più grandi, nati nel 2006, non avessero mai conosciuto direttamente esperienze di guerra, e come il suo impegno sia stato quello di aiutarli a riconoscersi come parte viva e radicata di quella terra, incoraggiandoli a continuare gli studi e a coltivare le proprie aspirazioni nonostante le difficoltà.
Ha inoltre evidenziato i risultati ottenuti dagli studenti agli esami di maturità, tra i migliori della zona, e l’importanza della frequenza scolastica come testimonianza del diritto dei giovani palestinesi a studiare e progettare il proprio futuro. Tra le materie offerte figura anche l’italiano, sostenuto da corsi estivi tenuti da insegnanti volontari provenienti dall’Italia.
Infine, fra Haddad ha ricordato come, nonostante l’emigrazione di alcune famiglie verso la Spagna, gli Stati Uniti e l’America Latina, la comunità cristiana locale sia chiamata a restare e a custodire e trasmettere la propria testimonianza di fede nella terra di origine.
Tratto da Terrasanta.net