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I giochi dell’oratorio a casa

Consigli e proposte per vivere in famiglia la dimensione del gioco e dell’intrattenimento in questo periodo di quarantena.

«Se san Giovanni Bosco fosse qui tra noi, si sarebbe sicuramente inventato qualcosa: era ancora adolescente quando fondò la Società dell’Allegria nel 1832. A san Giovanni piaceva giocare; anzi, era lo strumento fondamentale della sua azione pastorale. Aveva capito quanto era importante il gioco nella totalità della vita del ragazzo, in quegli anni povero, sottomesso al lavoro e in assenza di legami affettivi gratificanti. Oggi, ai tempi del Covid19 sembriamo tornati indietro di quasi duecento anni: ci sentiamo “poveri” e indifesi, sottomessi da un virus che ci obbliga a stare in casa, in assenza di quei legami lavorativi e amicali che contraddistinguono la nostra quotidianità! Letto così sembra uno scenario apocalittico (ed effettivamente un po’ lo è…). Ma è proprio per questo che è utile tirare in ballo san Giovanni Bosco: per farci contagiare dalla sua allegria, perché se vedesse le strade di oggi vuote di ragazzi, se vedesse i nostri oratori tutti silenti, in maniera responsabile ci avrebbe ricordato che, se anche rinchiusi in casa, non possiamo perdere due cose fondamentali: le relazioni familiari e il gioco.»

Ce lo scrive Mirko Novello, educatore e formatore ludico della cooperativa sociale Archè che opera anche in diversi oratori (oltre che padre di cinque figli!), a cui abbiamo chiesto alcuni consigli su come far vivere in famiglia la dimensione del gioco e dell’intrattenimento. ReteSicomoro intende così dare un aiuto ai genitori che, in questo periodo di quarantena, si trovano a dover pensare anche a come far passare il tempo dei propri figli, che non possono uscire di casa per andare a trovare gli amici o frequentare l’oratorio. Queste idee sono utili anche a parroci ed educatori, che le possono segnalare alle famiglie.

Innanzitutto, Mirko suggerisce di tirare fuori i giochi da tavolo che si hanno in casa o di scoprirne di nuovi (guarda il sito Giocare in scatola e leggi l’articolo Educazione in gioco), visto che le consegne dei corrieri sono ancora possibili. Per i più tecnologici, ci sono tante app per smartphone e tablet con giochi sia classici che moderni (scopri l’app Bibbia per ragazzi) e piattaforme di gioco da tavolo on line (guarda il sito Board Game Arena, disponibile anche in italiano). Per chi non ha questi strumenti o non può reperirli, esistono dei giochi chiamati print&play, che possono essere scaricati gratuitamente dal web e stampati (guarda sul sito Giochi sul nostro tavolo molteplici proposte: parte 1, parte 2, parte 3); se non si ha una stampante, alcuni si possono anche disegnare. Si possono anche riscoprire quelle attività fattibili con solo carta e penna, come il gioco dell’impiccato o nomi-cose-città.

ReteSicomoro segnala inoltre i video tutorial dei catechisti e degli animatori dell’oratorio romano San Bonaventura da Bagnoregio a Torre Spaccata (clicca qui per vederli), che propongono semplici lavoretti per bambini da fare assieme ai genitori, come ad esempio quello sulla Domenica delle Palme. Infine, su YouTube sono disponibili due serie a cartoni animati che raccontano le vicende dei Vangeli e le avventure dei primi cristiani: Gesù. Un regno senza confini (clicca qui per vederlo) e Quo vadis? (clicca qui per vederlo).

Nella speranza che i ragazzi possano tornare a giocare dal vivo negli oratori e con gli amici, Mirko conclude così: «Tutti questi strumenti ci permettono di passare del tempo insieme ai nostri cari, che sarà certamente uno dei doni che ci porteremo via da questo periodo, ma darà anche la possibilità di viaggiare con la nostra mente e la nostra fantasia. Non possiamo farlo fisicamente, ma nessuno può limitare la nostra libertà di viaggiare in mondi magici (e divertenti)!»

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