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In Grecia i migranti vengono detenuti senza assistenza sanitaria e legale

Questa prassi è diventata la regola per gestire sette richiedenti asilo su dieci, in aperta violazione della normativa europea.

In Grecia, quasi tremila migranti, comprese donne incinte e minori non accompagnati, sono rimasti in detenzione amministrativa per lunghi periodi e senza assistenza sanitaria e legale adeguata, in aperta violazione della normativa europea e dei diritti umani. Un rapporto di Oxfam e Greek Refugees Council ha rivelato che questa prassi è diventata la norma per gestire mediamente sette richiedenti asilo su dieci, persone in fuga da guerre e persecuzioni in paesi come Afghanistan, Siria, Repubblica Democratica del Congo e molti altri.

La maggior parte dei migranti che è arrivata irregolarmente sul suolo greco è rimasta dunque detenuta senza alcuna accusa penale a carico e anche dopo aver presentato la domanda di asilo, quasi la metà di essi addirittura per un tempo superiore ai sei mesi. La denuncia, basata su molte testimonianze, riguarda il fatto che le autorità greche si rifiutano di considerare altre opzioni e i tribunali spesso respingono i ricorsi e gli appelli contro la detenzione, lasciando gli stranieri in centri di semi-detenzione, finanziati anche dall’Unione Europea, abbandonati a sé stessi e a malattie prevenibili, cosa che ha portato a suicidi.

A breve Papa Francesco si recherà nelle terre elleniche: il viaggio apostolico a Cipro e in Grecia è previsto dal 2 al 6 dicembre prossimo. Qui troverà una Chiesa che, a differenza delle istituzioni, fa dell’accoglienza un valore. Come si legge su Mondo e Missione, trent’anni fa i cattolici, sia latini che appartenenti a diverse confessioni orientali, si erano ridotti a circa cinquantamila individui. Ma questa comunità minoritaria in uno stato quasi completamente ortodosso è stata rivitalizzata proprio dai migranti.

Se prima, a seguito della caduta del comunismo sovietico, arrivavano dall’Europa dell’Est polacchi, albanesi, rumeni e ucraini, le tensioni in Medio Oriente hanno poi portato libanesi, siriani, iracheni, che si sono aggiunti a coloro che partono dall’Africa subsahariana e agli asiatici (soprattutto filippini, ma anche indiani e srilanchesi). Così, la comunità cattolica è cresciuta fino comprendere al giorno d’oggi circa duecentomila fedeli.

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