Letture: Gen 2,7-9; 3,1-7; Sal 50; Rm 5,12.17-19; Mt 4, 1-11
Le tentazioni sono un decreto di libertà. Il primo di tutti i comandamenti lo dimostra: scegli! Tocca a te imboccare una delle due strade, quella della vita o quella della morte.
Quaresima è la stagione delle ripartenze, della primavera che ritorna, della potatura che salva la pianta, della vita che punta diritto verso la luce di Pasqua.
In quel tempo, Gesù… ed è come dire: in questo tempo, io. Perché quell’uomo è ogni uomo, ogni luogo è quel deserto, in cui lo Spirito mi spinge sul bivio che si apre davanti ad ogni scelta: “Hai davanti a te la vita e la morte. Scegli. Ma scegli la vita!”(Deut 30,19)
Noi, siamo ciò che scegliamo.
Matteo mette in scena un Nemico Intelligente che propone cose ragionevoli, baratti vantaggiosi, del buon pane e un nuovo governo del mondo. Se Gesù avesse risposto in un altro modo alle tre proposte del diavolo, non avremmo avuto né la croce né il cristianesimo.
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p Ermes Ronchi
Subito dopo il battesimo nel Giordano, quando la voce del Padre ha proclamato Gesù Figlio amato, egli si ritira nel deserto. Non è una fuga né una pausa casuale, ma un tempo necessario di silenzio, di vuoto e di confronto.
Lo Spirito stesso lo conduce lì, in un luogo dove il cielo e la terra sembrano separati, dove le giornate si ripetono uguali e il tempo pesa, segnato dalla fame e dalla solitudine. È lo spazio in cui ogni scelta diventa chiara, dove il limite del corpo e la fragilità umana si mostrano senza veli.
Dopo quaranta giorni Gesù ha fame. Ed è in questo momento che si aprono le tentazioni. La prima riguarda il bisogno immediato: trasformare la pietra in pane. È una proposta sottile, che sembra ragionevole: usare il proprio potere per risolvere ciò che manca.
Ma il Vangelo racconta con sobrietà che Gesù risponde con la parola della Scrittura: «Non di solo pane vivrà l’uomo». Non si tratta di negare il corpo o il bisogno, ma di indicare che la vita non si regge solo su ciò che si può consumare: esiste una dimensione più profonda, che dà senso all’esistenza.
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Don Gianni Carozza
I Domenica di Quaresima
Anno A
Letture: Gen 2,7-9; 3,1-7; Sal 50; Rm 5,12.17-19; Mt 4, 1-11
Le tentazioni sono un decreto di libertà. Il primo di tutti i comandamenti lo dimostra: scegli! Tocca a te imboccare una delle due strade, quella della vita o quella della morte.
Quaresima è la stagione delle ripartenze, della primavera che ritorna, della potatura che salva la pianta, della vita che punta diritto verso la luce di Pasqua.
In quel tempo, Gesù… ed è come dire: in questo tempo, io. Perché quell’uomo è ogni uomo, ogni luogo è quel deserto, in cui lo Spirito mi spinge sul bivio che si apre davanti ad ogni scelta: “Hai davanti a te la vita e la morte. Scegli. Ma scegli la vita!”(Deut 30,19)
Noi, siamo ciò che scegliamo.
Matteo mette in scena un Nemico Intelligente che propone cose ragionevoli, baratti vantaggiosi, del buon pane e un nuovo governo del mondo. Se Gesù avesse risposto in un altro modo alle tre proposte del diavolo, non avremmo avuto né la croce né il cristianesimo.
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p Ermes Ronchi
Subito dopo il battesimo nel Giordano, quando la voce del Padre ha proclamato Gesù Figlio amato, egli si ritira nel deserto. Non è una fuga né una pausa casuale, ma un tempo necessario di silenzio, di vuoto e di confronto.
Lo Spirito stesso lo conduce lì, in un luogo dove il cielo e la terra sembrano separati, dove le giornate si ripetono uguali e il tempo pesa, segnato dalla fame e dalla solitudine. È lo spazio in cui ogni scelta diventa chiara, dove il limite del corpo e la fragilità umana si mostrano senza veli.
Dopo quaranta giorni Gesù ha fame. Ed è in questo momento che si aprono le tentazioni. La prima riguarda il bisogno immediato: trasformare la pietra in pane. È una proposta sottile, che sembra ragionevole: usare il proprio potere per risolvere ciò che manca.
Ma il Vangelo racconta con sobrietà che Gesù risponde con la parola della Scrittura: «Non di solo pane vivrà l’uomo». Non si tratta di negare il corpo o il bisogno, ma di indicare che la vita non si regge solo su ciò che si può consumare: esiste una dimensione più profonda, che dà senso all’esistenza.
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Don Gianni Carozza