L’esperienza del viaggio si intreccia con la dimensione della responsabilità, dell’incontro e della costruzione di comunità.
L’esperienza del viaggio si intreccia con la dimensione della responsabilità, dell’incontro e della costruzione di comunità.
L’Associazione Ospitalità Religiosa Italiana (ORI) ha aderito allo slogan “Religious Tourism for Peace”, promosso dal coordinamento italiano della Rete Mondiale del Turismo Religioso. Una scelta che riflette la missione dell’associazione: promuovere il turismo religioso come strumento concreto di dialogo interculturale, coesione sociale e costruzione della pace.
L’ORI raggruppa circa 3.000 strutture di accoglienza religiosa in Italia — conventi, monasteri, santuari e case per ferie — per un totale di oltre 200.000 posti letto sull’intero territorio nazionale.
Il Rapporto 2026 sull’ospitalità religiosa e non-profit in Italia restituisce un quadro incoraggiante: a fronte di una lieve contrazione delle strutture (2.911, -1%), la capacità ricettiva complessiva cresce a quasi 194.000 posti letto (+2%). Il Lazio guida la classifica regionale con oltre 31.000 posti, seguito da Veneto, Emilia Romagna e Lombardia. Il 70% delle strutture offre connessione WiFi, il 25% si trova in contesti montani e il 44% prevede formule di autogestione.
Sul piano istituzionale, è stata avanzata al Ministero del Turismo la proposta di istituire una sede dedicata al turismo religioso, con l’obiettivo di valorizzarne il ruolo strategico, tutelarne le specificità e contrastare fenomeni di mercificazione impropria.
Il settore si conferma così non solo come segmento distintivo dell’accoglienza italiana, ma come modello capace di coniugare sostenibilità, accessibilità e centralità della persona — valori pienamente consonanti con la tradizione ospitale delle comunità religiose cattoliche.
Tratto da: Askanews