Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

India, scuole cattoliche trasformate in centri per malati di Covid-19

Con una sanità quasi al collasso, l’arcidiocesi di Bangalore sta dando un contributo per sopperire alla carenza di letti.

Nella drammatica situazione pandemica dell’India, le scuole cattoliche dell’arcidiocesi di Bangalore, nello stato meridionale del Karnataka, si sono temporaneamente trasformate in ospedali per pazienti colpiti dal Covid-19. L’arcivescovo Peter Machado, dopo aver constatato che gli ospedali cattolici, oltre a quelli pubblici, erano in difficoltà nel gestire la situazione emergenziale, ha promosso questa iniziativa per dare un contributo per sopperire alla carenza di posti letto, che si somma a quella di ossigeno e medicinali.

L’Agenzia Fides riporta anche che l’arcidiocesi e la rete delle strutture ospedaliere cattoliche hanno messo a disposizione una linea telefonica per dare una prima assistenza ai contagiati e ai loro parenti e dare loro informazioni sulla gestione della malattia e sulla disponibilità dei ricoveri. In questo modo, i pazienti sono indirizzati nei centri medici temporanei, ovvero quelli allestiti nelle scuole e in altre strutture, dove arrivano soprattutto coloro che stanno guarendo dopo il trattamento terapeutico iniziale. Così, la pressione sugli ospedali può essere alleviata.

È già dallo scorso anno che gli ospedali cattolici di Bangalore si sono impegnati per fronteggiare l’attuale pandemia, in accordo con il governo. Ad esempio, la rete privata dei Christian Mission Hospitals ha indirizzato i propri sforzi verso le persone più povere ed emarginate di tutto lo stato. Ma tutti questi sforzi non sono abbastanza per arginare il diffondersi del coronavirus in India, che sta toccando record di casi di malati e di morti mentre oltre sessanta milioni di vaccini da lei prodotti vengono esportati all’estero invece di sopperire alle carenze dei propri centri di vaccinazione.

I vescovi sono preoccupati per un sistema sanitario quasi al collasso e per l’inadeguata gestione della crisi sanitaria, soprattutto a causa dell’incapacità di limitare gli affollamenti in occasione di partite di cricket, manifestazioni politiche in vista delle elezioni, celebrazioni nuziali e riti induisti. L’arcivescovo Prakash Mallavarapu, presidente della Commissione sanitaria della Conferenza episcopale indiana, ha dichiarato:

«Vi è stato certamente un grande errore di valutazione da parte del governo e del pubblico in generale: si è prestata scarsa attenzione alle norme sul distanziamento sociale mentre la macchina statale ha ignorato l’applicazione delle norme. […] All’inizio ci si è limitati a stabilire un confinamento indefinito, come hanno fatto, ad esempio, le nazioni europee. Tuttavia l’isolamento prolungato ha reso miserabile la vita dei più poveri. Quindi successivamente si sono dovute allentare le norme per permettere alla gente di guadagnarsi da vivere. Ora siamo in piena, tragica emergenza nazionale.»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print