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L’inedito itinerario sinodale voluto da Papa Francesco coinvolgerà anche le diocesi

Il cammino verso il sedicesimo Sinodo dei vescovi durerà due anni per coinvolgere tutto il popolo di Dio.

In vista della sedicesima Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, inizialmente prevista per il mese di ottobre del 2022, Papa Francesco ha deciso di avviare un inedito itinerario sinodale che, tra ottobre di quest’anno e quello del 2023, si articolerà in tre fasi e si svilupperà su tre livelli: diocesano, continentale e universale. Il tema, come indicato nel documento sul processo sinodale approvato dal pontefice il 24 aprile scorso, sarà Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione. Si legge in questo testo:

«La sinodalità ci riconduce all’essenza stessa della Chiesa, alla sua realtà costitutiva, e si orienta all’evangelizzazione. È un modo di essere ecclesiale e una profezia per il mondo di oggi. «Come il corpo è uno e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, benché siano molte, formano un solo corpo, così è anche di Cristo» (1 Cor 12, 12). È ciò che Sant’Agostino denomina il Cristo Totale (cf. Sermone 341), capo e membra in unità indivisibile, inseparabile. Solo dall’unità in Cristo capo assume significato la pluralità tra i membri del corpo, che arricchisce la Chiesa, superando qualunque tentazione di uniformità. A partire da questa unità nella pluralità, con la forza dello Spirito, la Chiesa è chiamata ad aprire cammini e, al contempo, a porsi essa stessa in cammino.»

Le modalità scelte per questo cammino si basano sulla convinzione che il Sinodo dei vescovi debba essere il punto di convergenza dell’ascolto reciproco nello Spirito Santo in tutti gli ambiti della vita della Chiesa. Le varie fasi renderanno possibile una reale partecipazione e un contributo concreto del popolo di Dio, assieme al collegio episcopale e al pontefice, ciascuno secondo la propria funzione. Il Sinodo, dopo l’apertura ufficiale in Vaticano il 9 e 10 ottobre, si aprirà nelle diocesi sotto la presidenza del rispettivo vescovo.

Prenderà così il via la fase diocesana, che durerà fino all’aprile dell’anno prossimo, con l’obiettivo di ascoltare la totalità dei battezzati. I lavori si baseranno su un documento preparatorio, accompagnato da un questionario e da un vademecum con proposte per realizzare la consultazione. Questo documento sarà inviato anche ai dicasteri della curia romana, alle unioni di superiori e delle superiore maggiori, ad altre unioni e federazioni di vita consacrata, ai movimenti internazionali di laici, alle università e facoltà di teologia. Alla fine del percorso, tutti invieranno i propri contributi alla propria conferenza episcopale e la Segreteria generale del Sinodo procederà alla redazione del primo Instrumentum laboris.

A settembre 2022 inizierà la fase continentale, che avrà la finalità di dialogare a livello sovranazionale su questo testo, realizzando un ulteriore atto di discernimento alla luce delle proprie particolarità culturali. Le assemblee internazionali delle conferenze episcopali produrranno ognuna, entro marzo dell’anno seguente, un documento finale e, sulla base di ciò, la Segreteria generale del Sinodo redigerà un secondo Instrumentum laboris. Infine, ad ottobre 2023 si terrà l’ultima fase, quella della Chiesa universale, con l’Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che produrrà il documento finale. Con il coinvolgimento delle Chiese particolari nella loro integralità, Papa Francesco si aspetta che il risultato finale sia reale espressione del popolo di Dio.

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