Profonda trasformazione spirituale e autentico territorio di missione.
Profonda trasformazione spirituale e autentico territorio di missione.
I Paesi scandinavi, e in particolare la Svezia, stanno vivendo una profonda trasformazione spirituale, riscoprendosi a tutti gli effetti come autentici territori di missione. Le riflessioni di Anna Bieniaszewski Sandberg, Direttrice nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) per i Paesi nordici, offrono un quadro dettagliato di questa realtà, in cui la secolarizzazione avanzata si intreccia con i flussi migratori e con la necessità di una nuova coscienza evangelizzatrice.
Il contesto storico e il panorama religioso attuale
La presenza cattolica in Svezia ha risentito per secoli delle severe restrizioni successive alla Riforma protestante. Fino alla metà del XX secolo, ai cattolici erano precluse professioni chiave come l’insegnamento e la medicina, e gli ordini religiosi erano vietati.
Oggi la situazione presenta una duplice transizione:
• Secolarizzazione e analfabetismo religioso: La maggioranza della popolazione autoctona manifesta un vago teismo legato al sentimento della natura, accompagnato da una diffusa ignoranza dei fondamenti del cristianesimo. Molti giovani non conoscono la figura di Gesù né il significato delle solennità cristiane.
• Pluralismo culturale e immigrazione: I flussi migratori hanno radicalmente mutato il tessuto sociale. Attualmente, circa il 20% della popolazione ha origini straniere. L’Islam costituisce la maggiore minoranza confessionale dopo la Chiesa luterana di Svezia, ma è significativa anche la crescita di comunità cristiane ortodosse e cattoliche.
Le sfide culturali per il laicato cattolico
Sulla percezione della religione pesa l’eredità ideologica della socialdemocrazia del Novecento, che storicamente ha associato il cristianesimo al potere e alle ingiustizie sociali del passato. Questo background alimenta un clima di scetticismo razionalista e antireligioso, avvertito in modo particolare nelle istituzioni scolastiche. I giovani cattolici, di conseguenza, sperimentano spesso il timore del giudizio o del ridicolo, tendendo a vivere la propria fede con forte discrezione nel discorso pubblico.
Una nuova visione della missio ad gentes
La Conferenza dei Vescovi nordici ha avviato un processo di rilancio delle POM, superando la concezione tradizionale che riduceva l’attività missionaria alla sola colletta per i Paesi del Sud del mondo. L’azione pastorale si articola oggi su due binari paralleli:
1. Cooperazione missionaria universale: Continua il sostegno spirituale e materiale alle giovani Chiese e alle missioni estere in territori di frontiera (come la Mongolia o l’Africa).
2. Missione interna e quotidiana: Si promuove la consapevolezza che ogni battezzato è chiamato a essere missionario nel proprio ambiente di lavoro, studio e vicinato, testimoniando il Vangelo attraverso il servizio umile e il dialogo.
Il paradosso fecondo dello scambio ecclesiale
L’attuale configurazione della Chiesa in Svezia offre un esempio tangibile della cattolicità e della reciprocità del corpo ecclesiale. Molte parrocchie, inclusa la cattedrale di Stoccolma, garantiscono l’azione pastorale e sacramentale solo grazie alla presenza di sacerdoti e missionari provenienti da territori un tempo considerati “terre di missione”, come la Nigeria. Questo interscambio di doni manifesta pienamente il significato odierno della missio ad gentes, in cui l’Occidente secolarizzato accoglie con umiltà la testimonianza evangelica delle Chiese più giovani.
Tratto da Fides.org/.it