Anche dalle ferite più dure è possibile scegliere di generare speranza.
Anche dalle ferite più dure è possibile scegliere di generare speranza.
In occasione della Festa della mamma, il Monastero di Santa Rita da Cascia presenta tre testimonianze femminili accomunate da un percorso di perdono e riconciliazione dopo esperienze di dolore estremo. Le tre donne — Fannì Curi, Lucia Di Mauro e Mirna Pompili — saranno celebrate ufficialmente il 21 maggio a Cascia, alla vigilia della festa della patrona dei casi impossibili.
Fannì Curi ha accompagnato il figlio Luca, affetto da una grave patologia cardiaca, fino alla morte. Il lutto, anziché chiuderla in sé stessa, l’ha spinta verso il volontariato accanto ai senzatetto e al sostegno ai genitori colpiti da lutti analoghi. La scoperta tardiva della propria adozione ha ulteriormente alimentato in lei il desiderio di donare l’amore ricevuto in misura minore.
Lucia Di Mauro, vedova di una guardia giurata uccisa da quattro giovani, ha scelto di incontrare in carcere il più giovane degli assassini, avviando con lui una relazione umana imprevista. Un cammino accompagnato da don Luigi Ciotti che continua ancora oggi, a testimonianza di come il perdono non sia debolezza ma scelta coraggiosa.
Mirna Pompili, dopo la perdita della figlia Camilla in un incidente stradale, ha cercato la donna coinvolta nel sinistro per rassicurarla dall’assenza di rancore. Da quell’incontro è nato un percorso spirituale condiviso, fatto di fede e ricerca di senso.
La Badessa del monastero sottolinea come in queste madri si riconosca il volto autentico di Santa Rita: donne che, nel punto più buio, hanno scelto di generare speranza. A queste storie si affianca l’annuncio concreto della Fondazione Santa Rita da Cascia ETS: la nascita dell’Oasi Santa Rita a Porto Recanati, struttura non profit dedicata alle persone con disabilità e alle loro famiglie, con un investimento superiore ai 2,4 milioni di euro. Un segno che alla spiritualità del perdono si unisce un impegno attivo per la dignità di ogni persona.
Tratto da Famiglia Cristiana