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Le linee guida per la sanificazione di musei e beni culturali

Le indicazioni pratiche dei Musei Vaticani per pulire e disinfettare senza rischiare danneggiamenti.

Con la riapertura di musei e luoghi culturali, molte istituzioni ecclesiastiche e religiose devono fare i conti con la sanificazione degli ambienti in cui sono conservati dipinti, statue, ostensori, piviali e molti altri beni culturali storici. I grandi musei possono permettersi di pagare un servizio esterno, ma tante piccole realtà devono provvedere da sole. Come riporta ACI Stampa, i Musei Vaticani hanno redatto delle pratiche linee guida per sanificare senza rischiare di danneggiare le opere. Innanzitutto, se un ambiente rimane chiuso per nove giorni, non è necessario eseguire la sanificazione, in quanto il virus diventa spontaneamente inattivo. Importante è garantire il ricambio d’aria, facendo attenzione ai parametri termoigrometrici per una conservazione corretta dei vari materiali costitutivi delle opere.

La pulizia degli ambienti di uso comune e di passaggio e delle superfici di maniglie, corrimano, tavoli, interruttori della luce, panche, audioguide, ecc. va effettuata con cadenza giornaliera, utilizzando acqua e detergente neutro. Per i pavimenti, non serve usare prodotti chimici disinfettanti. Si può disinfettare con panni in microfibra inumiditi con soluzioni di alcol etilico al 70%, che si può ottenere o diluendo in acqua potabile soluzioni concentrate (ad es. 400 ml di alcol etilico a 95°-96° e 150 ml di acqua) o utilizzando alcol etilico denaturato (come Alcol Locatelli o Alcol bianco 70), evitando di produrre schizzi e mantenendo un tempo di contatto di massimo un minuto.

Prima di effettuare la pulizia, occorre testare la compatibilità del prodotto usato sulle superfici con finiture come vernici e smalti e sulle dorature. Si deve assolutamente evitare di agire sulle superfici di opere d’arte come dipinti, sculture, tavole, ecc., perché non influiscono sulla diffusione del contagio da COVID-19 e potrebbero essere danneggiate. Per i materiali sensibili all’alcol come il plexiglas, la lacca e le finiture superficiali di arredi lignei, possono essere impiegati prodotti a base di sali di ammonio quaternari (ad es. 10 ml di cloruro di benzalconio 50%, in commercio con marca Phase, e 990 ml di acqua), anche in miscela con alcol etilico diluito (come Diluizione Alcosan Diversey), per un tempo di contatto massimo tra i tre e i cinque minuti.

Negli ambienti dove si trovano beni culturali bisogna evitare tassativamente la nebulizzazione dei prodotti detergenti e delle soluzioni alcoliche, perché le goccioline si disperdono. Durante la loro manipolazione, gli operatori devono indossare i dispositivi di protezione individuale previsti come guanti, mascherine e occhiali. Per le superfici di uso comune come tappeti, moquette e divani servono aspiratori con filtro Hepa 14 e si può utilizzare sistemi a vapore, verificando che siano compatibili con la natura del tessuto.

Non vanno assolutamente utilizzati per la pulizia e la sanificazione di questi ambienti e superfici prodotti a base di ipoclorito di sodio (come Varechina), nemmeno per le stanze che non contengono beni culturali mobili e immobili confinanti agli ambienti sensibili, come toilette e uffici. Negli spazi in cui sono conservati beni culturali non vanno usati nemmeno prodotti a base di perossido di idrogeno (acqua ossigenata), oltre che miscele di prodotti diversi. I sistemi che producono ozono, pur agendo sul Covid-19, sono fortemente ossidanti e dannosi per materiali come i metalli, la pellicola pittorica dei dipinti, i pigmenti, la carta, la pergamena, ecc. Sono quindi da tenere in considerazione solo per gli ambienti privi di beni culturali e non comunicanti con quelli dove sono invece sono presenti. Nemmeno le procedure con radiazioni UV vanno impiegate perché inducono fenomeni rapidi e pericolosi di degrado.

Nelle stanze con mobili, arredi o altre attrezzature di uso comune non di pregio, ma comunicanti con opere d’arte e arredi storici, prima di procedere con le operazioni di pulizia e disinfezione si consiglia vivamente di proteggere i beni di interesse culturale con, ad esempio, teli di polietilene, o di spostarli in un ambiente isolato e idoneo. Nel caso in cui un’opera debba essere movimentata o esposta per processioni o altre funzioni liturgiche, essa va toccata con dispositivi di protezione individuale adeguati. Se c’è rischio di contaminazione, occorre prevedere che l’oggetto va lasciato in isolamento per i dieci giorni successivi. Per impedire ripetute operazioni di sanificazione, è bene delimitare l’area intorno a balaustre, acquasantiere o altri manufatti di culto non strettamente necessari per impedire l’avvicinamento ai fedeli.

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