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Il Louvre apre una sezione su Bisanzio e il cristianesimo orientale

Il nuovo dipartimento mostrerà l’unità e le diversità del mondo cristiano d’Oriente e la sua eredità lasciata all’Occidente.

La settimana scorsa il Louvre ha inaugurato un nuovo dipartimento, il nono, dedicato a Bisanzio e al cristianesimo orientale, come annunciato lo scorso maggio dalla direttrice Laurence des Cars. Come si legge su AsiaNews, Charles Personnaz, direttore dell’Institut national du patrimoine, ha spiegato che le relative collezioni erano già presenti nel museo, ma esposte in diverse sezioni. Riunendole in uno spazio unitario, si potrà valorizzare le specificità artistiche, storiche e culturali di un ampio periodo e di un vasto territorio, dove il mondo bizantino si è incontrato con identità regionali (ad esempio nel Medio oriente siriaco, in Armenia e in Etiopia).

L’aspetto più interessante è però quello di mostrare l’unità del cristianesimo orientale e allo stesso tempo la sua grande diversità, ovvero ciò di cui ha più volte parlato il patriarca caldeo cardinale Louis Raphael Sako. Inoltre, il nuovo dipartimento favorirà la ricerca attorno alle arti dell’epoca bizantina e darà uno spazio alle comunità orientali dove esporre le proprie opere e divulgare il proprio patrimonio culturale. Questa possibilità di incontro è particolarmente importante viste le difficoltà che negli ultimi anni stanno colpendo la regione.

In un’intervista a Vatican News, Ioanna Rapti, direttrice di studi presso l’Ecole Pratique des Hautes Etudes e specializzata in storia dell’arte e archeologia del mondo bizantino e dell’Oriente cristiano, si è detta contenta della creazione del nuovo dipartimento, perché al Louvre manca la possibilità di conoscere proprio il mondo bizantino e il cristianesimo orientale. Il visitatore vede oggetti e tesori che rimandano a essi, ma non ha la possibilità di capirli veramente, nonostante la loro influenza sia stata grandissima sia in Medio Oriente che in Occidente.

D’altronde, la situazione attuale rispecchia un insegnamento scolastico, ma anche accademico, poco attento all’età bizantina. Bisanzio soffre infatti di stereotipi sorti durante l’Illuminismo, che lo vedeva (non ingiustamente) come un impero oscurantista, autoritario, assolutista e violento, ignorandone però tanti aspetti. Facendo luce su questo lungo periodo storico, il pubblico sarà reso più consapevole della pluralità del nostro mondo e del nostro passato e dell’eredità lasciata dall’Oriente medievale alla società occidentale.

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