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La messa sotto l’albero di tamarindo

In Sri Lanka, una piccola comunità cattolica non può entrare in chiesa perché gli abitanti buddisti del villaggio glielo impediscono.

Nella piccola comunità cattolica di Siyambalanduwa, parte della parrocchia srilankese di Monaragala, i circa trenta fedeli si ritrovano da anni sotto un albero di tamarindo per celebrare la messa. Il parroco viene dalla vicina città e non può condurre la cerimonia nella chiesa perché l’edificio di culto non può essere utilizzato a causa dell’opposizione dei monaci e dei fedeli buddisti, che sono in maggioranza nel villaggio.

Le poche famiglie cattoliche e di altre denominazioni cristiane, anche se non hanno mai subito attacchi particolarmente violenti, sono vittima di questa discriminazione costante. Ad AsiaNews, Anthony Fernando, un funzionario del villaggio, racconta che tra il 2011 e il 2016 i buddisti hanno organizzato diverse manifestazioni contro le lezioni del catechismo e la scuola per l’infanzia, sventolando bandiere e striscioni. In una di queste proteste, sono arrivati a bruciare la croce situata sulla facciata della chiesa.

Anthony Perera, cattolico, afferma: «Non vogliamo conflitti con i buddisti o i fedeli di altre religioni. Lottiamo solo per la nostra chiesa, il catechismo e la scuola d’infanzia. Abbiamo fiducia di rientrare in possesso della nostra parrocchia e riprendere le attività di culto». Alocious, anziano fedele di 94 anni in sedia a rotelle, è stato il primo cattolico a stabilirsi qui e ha sposato una buddista: «I miei figli seguono la religione della madre. Il mio desiderio più grande è che prima di morire io possa di nuovo partecipare alla messa all’interno della chiesa e che riprendano le lezioni di catechismo. Prego tutti i giorni. Prego sempre Dio che ci dia consolazione”.

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