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Le migrazioni di massa nell’Africa subsahariana

Dei 27 milioni di emigrati dai Paesi subsahariani ben 19 milioni si spostano in uno Stato limitrofo o comunque africano.

Quando si parla di migrazioni di massa in Europa dall’Africa subsahariana, bisogna tenere conto che coloro che lasciano il proprio Paese per arrivare nel nostro continente sono solo una parte di quelli che emigrano. Secondo l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, infatti, dei 27 milioni di persone che, al 2017, hanno varcato i propri confini nazionali (pari a tre quarti di tutti i migranti africani, considerando anche quelli provenienti dal nord Africa), sono 8 milioni quelle che si sono poi stabilite in Europa, Nord America, Medio Oriente o un’altra regione del pianeta. I restanti 19 milioni, quindi la gran parte, si sono spostati in un Paese africano, perlopiù limitrofo.

I tassi di emigrazione della regione subsahariana, ovvero la percentuale di africani che lascia il proprio Stato sul totale della popolazione di appartenenza, sono sostanzialmente in linea con quelli globali (nel mondo ci sono 258 milioni di migranti). Questi individui, per scelta o a causa della mancanza di risorse materiali e immateriali per compiere un viaggio più lungo, hanno una predisposizione o capacità di lasciare l’Africa di molto inferiore rispetto ai migranti nordafricani.

Nell’Africa subsahariana esistono marcate differenze tra i singoli Paesi in termini di opportunità economiche, stabilità politica, rischi climatico-ambientali, tendenze demografiche. Un ugandese si può spostare in Kenya come un italiano trova lavoro in Svizzera. Le nazioni che attraggono maggiormente sono in genere quelle con le economie più forti, come il Sudafrica nella regione australe e la Costa d’Avorio in quella occidentale, seguiti da Nigeria e Kenya; ci sono poi quelle, soprattutto in Africa orientale, che ospitano chi fugge da aree in conflitto, come Uganda ed Etiopia.

Così si replicano e stabilizzano dei percorsi migratori e delle reti di contatti che favoriscono certe destinazioni rispetto ad altre. Ad esempio, il Sudan accoglie una diaspora nigeriana molto numerosa nonostante non siano Paesi confinanti: qui contano le affinità culturali rispetto ad alcune comunità nord-nigeriane. Poi, c’è chi si sposta dal Burkina Faso e dal Mali verso la Costa d’Avorio in cerca di lavoro nei settori agricolo o minerario. Altri spostamenti ci sono dallo Zimbabwe e dal Mozambico verso il Sudafrica, dalla Somalia verso l’Etiopia o il Kenya, dal Sud Sudan verso il Sudan o l’Uganda.

Inoltre, alcuni accordi tra Stati favoriscono le migrazioni interne. Il più importante è l’Economic Community of West African States in Africa Occidentale, un’area dove vige una politica di mobilità visa free. Le profonde trasformazioni che l’Africa subsahariana sta avendo porteranno sempre le persone a spostarsi per sperare in una vita migliore.

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