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Molti docenti si sentono poco preparati a insegnare in una scuola cattolica

Il XXII Rapporto del Centro Studi per la Scuola Cattolica presenta un’indagine sugli insegnanti della scuola cattolica.

La formazione universitaria prepara poco a insegnare in una scuola cattolica. Questa è una delle conclusioni del XXII Rapporto del Centro Studi per la Scuola Cattolica Chiamati ad insegnare, che nell’edizione di quest’anno si è focalizzato sul profilo degli insegnanti di scuola cattolica. L’indagine è stata condotta, tramite un questionario on line, sui 4.606 docenti di ogni ordine e grado che hanno risposto, pari all’8,7% del totale. La maggior parte di essi sono donne (85,4%) e laici (84,5%), con una percentuale del 59,9% di laureati e del 49,3% sotto i quarant’anni.

La principale università frequentata è quella statale (74,3%), mentre si è formato in un ateneo cattolico, ecclesiastico o pontificio il 20,9% degli intervistati. Il gradimento degli studi universitari è alquanto diverso: è molto soddisfatto il 71,6% di coloro che si sono formati in una università ecclesiastica, il 53,9% in una cattolica e solo il 30,9% in quella statale. Ecco perché, considerando che la maggior parte dei docenti ha studiato in quest’ultima, una volta giunti a insegnare in una scuola cattolica molti si sentano poco preparati per questo tipo di ambiente educativo.

Comunque, gli insegnanti sono in gran parte soddisfatti di stare in una scuola cattolica. Le principali motivazioni di questa scelta professionale vanno dall’apprezzamento dell’ambiente (34,9%) a una precisa scelta di vita (28,1%), fino al desiderio di educare ai valori cristiani (11,7%). Riguardo alla responsabilità rispetto al progetto educativo della scuola cattolica, il 37,2% degli intervistati si sente un educatore e un esempio per i suoi alunni, il 27,9% cerca di svolgere al meglio il compito di professionista scolastico, il 19,2% si sente parte di un’equipe che condivide gli stessi principi, il 12,2% sa di dover essere testimone della fede cristiana e il 2,6% prova ad assicurare la massima assistenza ai propri studenti.

Dal punto di vista del profilo religioso personale, i docenti praticanti sono la maggior parte (61,8%), con i credenti non praticanti al 19,8% e quelli che seguono una religiosità generica al 16,5%; solo l’1,9% non è interessato. In merito alla propria testimonianza di fede in classe, il 52,7% dichiara di comportarsi normalmente, lasciando che gli alunni colgano le sue motivazioni profonde, mentre il 21,8% rende esplicita ed evidente la propria fede personale e il 9,9% propone la fede cattolica come risposta alle domande degli studenti; infine, il 3,8% li sollecita a una scelta di fede e l’1,7% giustifica la propria fede con argomenti razionali.

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