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Musulmani, cristiani e indù uniti contro l’attentato in Nuova Zelanda

In Bangladesh, paese colpito da due lutti, le diverse fedi condannano il gesto e si schierano per la pace.

Dopo gli attentati del 15 marzo contro le due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda da parte di un australiano suprematista e razzista che ha causato cinquanta morti, cristiani, musulmani e indù di Dhaka hanno condannato con una sola voce il folle gesto. Anche il Bangladesh, come altri Paesi del sud e sud-est asiatico, è stato colpito: due persone sono state uccise, il muezzin della moschea e una casalinga che aveva portato il marito disabile alla preghiera del venerdì.

Domenica, migliaia di musulmani si sono radunati per manifestare contro l’attentato, sostenuti nel dolore dai cristiani e dagli indù. Ad AsiaNews, Mahammad Abdul Hakim, segretario del Bangladesh Islamic Front Dhaka Unit, ha detto: «Non è accettabile che un attacco avvenga in un luogo di preghiera in un Paese avanzato come la Nuova Zelanda. Condanniamo l’odioso atto contro i fedeli dell’islam. Vogliamo che il militante cristiano venga punito. I musulmani non sono al sicuro in nessuna parte del mondo».

Mons. Gervas Rozario, vescovo di Rajshahi, ha dichiarato: «Non ho sufficienti parole per condannare gli attacchi contro le moschee. Auguro alle vittime il riposo eterno e chiedo una punizione esemplare per l’aggressore». Palash Roy, leader indù, ha aggiunto: «Il mondo è afflitto dai fondamentalisti. La religione è per il bene, non per mostrare odio. Tutti i fedeli, di qualsiasi fede, devono realizzarlo».

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