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Non ci sono grandi autostrade per l’evangelizzazione, ma piccoli sentieri

Un missionario in Togo racconta un episodio dove una piccola deviazione ha portato a un incontro semplice ma pieno di grazia.

Una mattina padre Silvano Galli, in Togo con la Società delle Missioni Africane, assieme ai suoi collaboratori ha diretto l’automobile in tutt’altra direzione rispetto a quella di qualche giorno prima, quando aveva fatto visita ad alcune fattorie in mezzo alla savana boschiva dietro Kadambara, verso il Sud, dove persiste un pressante bisogno d’acqua. Qui le strade sono piste sterrate che collegano una serie di agglomerati poco distanti tra loro, dove in ognuno abitano una ventina di persone.

All’Agenzia Fides p. Silvano ha raccontato, condividendo così alcuni tratti della sua vita quotidiana, quella deviazione, che esprime bene il suo credo: «non ci sono grandi autostrade per l’evangelizzazione, ma piccoli sentieri che bisogna umilmente cercare ogni giorno». Lungo una pista laterale che va verso il Benin e che non conosceva, si mostrano alcuni piccoli villaggi con la loro moschea. Una, in particolare, lo colpisce perché nuova e linda.

«Il villaggio non è sulla pista e per raggiungerlo bisogna fare una deviazione. Decidiamo di fermarci. Anziani, giovani, donne, bambini: tutti erano là ad accoglierci, sotto il grande albero. Sono tutti musulmani. Sono commossi dal gesto che abbiamo fatto: siamo venuti a trovarli nel loro villaggio, sperduto in mezzo al nulla. Uno ad uno passano a salutarci. Un gruppo di donne si avvicina e depone davanti a noi un secchio: ecco l’acqua che troviamo, ci dicono. Ci scambiamo le notizie. “Eravate venuti a trovarmi”, dico, “e noi, a nostra volta, siamo venuti a visitarvi, per mostrarvi che non siete soli, che siamo accanto a voi”. Il capo villaggio dice allora: “Non ho parole per ringraziarvi, Dio solo potrà farlo e lo farà, dandovi forza e salute perché possiate continuare la vostra missione».

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