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Novità per il rito della pace nella messa e l’imposizione delle ceneri

Il gesto rituale della stretta di mano sarà momentaneamente sostituito dal guardarsi negli occhi con un inchino del capo.

A partire da domenica 14 febbraio 2021, nel rito della pace all’interno della messa sarà ripristinato un gesto con il quale scambiarsi il dono della pace, invocato da Dio durante la celebrazione eucaristica. È quanto emerge dal comunicato finale dell’ultimo Consiglio episcopale permanente della CEI, che ha fatto una scelta in linea con le misure sanitarie precauzionali imposte dalla pandemia e con l’impossibilità di conoscere i tempi necessari per una ripresa completa di tutti i gesti rituali tradizionali.

Invece di sostituire la stretta di mano o l’abbraccio con il tocco dei gomiti, poco opportuno nel contesto liturgico, i vescovi hanno optato per un significativo guardarsi negli occhi augurandosi il dono della pace, accompagnato con un semplice inchino del capo. Questo gesto esprime in modo eloquente, sicuro e sensibile la ricerca del volto dell’altro, per accogliere e scambiare il dono della pace fondamento di ogni fraternità. Dove necessario, il celebrante potrà ricordare, oltre all’impossibilità di darsi la mano, l’azione di prendere contatto visivo con il proprio vicino e guardarsi, augurando “La pace sia con te”.

Sempre per contrastare la diffusione del coronavirus, la Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti ha fornito in una nota delle indicazioni per il Mercoledì delle ceneri, che quest’anno sarà il 17 febbraio. Il sacerdote, dopo aver igienizzato le mani e indossato la mascherina, pronuncia la preghiera di benedizione delle ceneri e, dopo averle asperse con l’acqua benedetta, deve dire una volta sola per tutti la formula come nel Messale Romano: “Convertitevi e credete al Vangelo”, oppure: “Ricordati, uomo, che polvere tu sei e in polvere ritornerai”. Quindi, il prete impone le ceneri a quanti si avvicinano a lui o, se opportuno, avvicinandosi a quanti stanno in piedi al loro posto, prendendole e lasciandole cadere sul capo di ciascuno senza dire nulla.

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