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I numeri della scuola cattolica in Italia

L’ultima rilevazione indica un rallentamento del pesante declino dell’ultimo decennio e una presenza soprattutto al Nord.

Nell’anno scolastico 2020-21, le scuole cattoliche paritarie in Italia sono state 7.859 e hanno accolto 544.779 alunni, con un rallentamento del pesante declino rilevato nell’ultimo decennio. Come si legge nel XXIII Rapporto sulla scuola cattolica del Centro studi per la scuola cattolica della CEI, quasi tre quarti di esse, ovvero 5.732 (pari al 72,9%), sono scuole dell’infanzia e accolgono 304.135 bambini (il 55,8% del totale), una percentuale inferiore perché mediamente la loro capienza è minore (53,1 iscritti). Comunque, le dimensioni di questi istituti sono notoriamente ridotte, se si pensa che la primaria ha in media 126,9 studenti. Le 1.028 elementari ospitano 130.468 alunni, le 515 secondarie di primo grado 60.339 e le 584 secondarie di secondo grado 49.837. Tra tutti, 31.116 non hanno la cittadinanza italiana, il 5,7%.

Questa rilevazione nazionale non tiene conto della Regione autonoma Valle d’Aosta e della Provincia autonoma di Bolzano, mentre considera la Provincia autonoma di Trento solo per le primarie e le secondarie. Inoltre, siccome si basa sull’invio dei dati da parte delle scuole stesse, essa si rifà a quelle che hanno risposto, comunque sulla base degli elenchi di tutte le scuole paritarie forniti dal Ministero dell’istruzione. Tendenzialmente, se non c’è stata una replica alla richiesta del Centro gli un istituto è tendenzialmente considerato inattivo.

La distribuzione geografica delle scuole cattoliche rimane sempre molto disuguale: quasi sei su dieci (59,7%) sono al Nord, mentre al Centro sono il 15% e tra Sud e isole il 25,3%. Sono in quelle primarie il Centro recupera una decina di punti percentuali. La Lombardia si trova al primo posto con 1.938 istituti (24,7%), segue il Veneto con 1.191 (15,2%) e, a distanza, il Lazio con 648 (8,2%), l’Emilia Romagna con 616 (7,8%), il Piemonte con 537 (6,8%) e la Campania con 533 (6,8%). Se però si guarda il numero degli alunni, si vede come le scuole settentrionali abbiano dimensioni maggiori rispetto a quelle meridionali: al Nord sono il 68,4% e al Sud il 16,7%, mentre al Centro il 14,9%.

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