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Le nuove dodici sfide delle Chiese dell’America Latina

Nella prima Assemblea ecclesiale generale sono stati formulati degli orientamenti su cui confrontarsi in maniera sinodale.

Si è da poco conclusa in Messico la prima Assemblea ecclesiale dell’America Latina e dei Caraibi, alla quale hanno partecipato circa mille persone tra laici, religiosi e religiose, sacerdoti, vescovi e cardinali, in gran parte attraverso piattaforme digitali e sociali. La parola chiave è stata “sinodalità”, vocabolo meraviglioso ma difficile da mettere in pratica, dice monsignor Miguel Cabrejos, presidente del Celam, il Consiglio episcopale latinoamericano. Siccome, però, non si può più tornare indietro rispetto allo slancio in tal senso dato a Papa Francesco, continua, bisogna convertirsi e imparare a camminare insieme.

Come si legge su Mondo e Missione, il risultato più importante dell’appuntamento è stato la formulazione di dodici orientamenti, che dovranno essere prioritari per le Chiese locali dell’America Latina e dei Caraibi. Nella prima metà dell’anno prossimo ci saranno altri incontri, anche regionali, per comprendere meglio queste sfide e, successivamente, elaborare delle linee pastorali. Questi sono i punti evidenziati:

1) riconoscere e valorizzare il protagonismo dei giovani nella comunità ecclesiale e nella società come agenti di trasformazione;
2) accompagnare le vittime di ingiustizie sociali ed ecclesiali con processi di riconoscimento e riparazione;
3) promuovere la partecipazione attiva delle donne nei ministeri, nel governo e nel processo decisionale e di discernimento ecclesiale;
4) promuovere e difendere la dignità della vita e della persona umana dal concepimento alla morte naturale;
5) aumentare la formazione nella sinodalità per sradicare il clericalismo;
6) promuovere la partecipazione dei laici in ambiti di trasformazione culturale, politica, sociale ed ecclesiale;
7) ascoltare il grido dei poveri, degli esclusi e degli scartati;
8) riformare gli itinerari formativi dei seminari, includendo temi come l’ecologia integrale, i popoli nativi, l’inculturazione e l’interculturalità e il pensiero sociale della Chiesa;
9) rinnovare, alla luce della Parola di Dio e del Concilio Vaticano II, la nostra concezione ed esperienza della Chiesa come popolo di Dio, in comunione con la ricchezza del suo ministero, che evita il clericalismo e favorisce la conversione pastorale;
10) riaffermare e dare priorità a un’ecologia integrale nelle nostre comunità, basata sui quattro sogni dell’esortazione apostolica Querida Amazzonia;
11) promuovere un incontro personale con Gesù Cristo incarnato nella realtà del continente;
12) accompagnare i popoli nativi e gli afrodiscendenti nella difesa della vita, della terra e delle culture.

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