“Un libro raccoglie 57 domande vere dei catechisti e racconta come accompagnare ai sacramenti i ragazzi con disabilità non sia uno sconto, ma un guadagno per l’intera comunità”
“Un libro raccoglie 57 domande vere dei catechisti e racconta come accompagnare ai sacramenti i ragazzi con disabilità non sia uno sconto, ma un guadagno per l’intera comunità”
Comincia con un imprevisto di quelli che mandano in tilt una celebrazione: durante la Prima
comunione un bambino con disabilità sputa l’ostia. Poteva finire con un imbarazzo taciuto. Il parroco
invece decide di affidare a una donna della comunità l’accompagnamento del ragazzo verso la
Cresima. Da lì nasce l’esperienza che Annalisa Caputo ha raccolto nel volume Un dono per la tua comunità
Il libro è, di fatto, un manuale di lavoro: 57 domande che i catechisti si pongono davvero, organizzate
in nove sezioni. Il principio di fondo è netto: «I sacramenti sono doni e non premi». E richiama
l’espressione di Papa Francesco – «o tutti o nessuno» – secondo cui, quando escludiamo un
bambino, «bocciamo noi stessi: due volte».
Sorprende soprattutto la concretezza delle soluzioni. Per preparare alla comunione un bambino con
difficoltà sensoriali si parte da una piccola quantità di Nutella, ridotta gradualmente fino al gesto
liturgico; c’è ;il bicchierino di Gesù con una goccia di vino consacrato; c’è un segno tratto da Harry
Potter trasformato in croce battesimale; e una tavola di simboli per l’esame di coscienza, dove un
vaso rotto diventa un vaso ricostruito, più bello di prima. Durante gli incontri, suggerisce l’autrice,
conviene lasciar perdere i testi scolastici e puntare sull’esperienza.
Netta anche la correzione di prospettiva sulle famiglie: non esiste «il figlio disabile», esiste «la
famiglia con una situazione di disabilità». E niente romanticismi: la realtà «non è Olanda, è il deserto».
Il finale è di rara onestà. Dei bambini accompagnati, uno solo ha proseguito il cammino in parrocchia
dopo i sacramenti. La conclusione dell’autrice: «Abbiamo seminato. Non saremo noi a raccogliere».
Tratto da agensir.it