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Un’oasi di pace per i ragazzi nel Libano in crisi

In una situazione drammatica, i salesiani seminano gioia e fiducia tra i giovani libanesi e i rifugiati siriani e iracheni.

La casa di montagna salesiana di El-Houssoun, nel distretto di Byblos, si è rivelata un’oasi di pace e serenità in un Libano che da undici mesi è senza un governo ufficiale e che, secondo la Banca mondiale, sta vivendo una delle crisi economiche più gravi degli ultimi centosettant’anni. In questa drammatica situazione, segnata da proteste ormai in tutto il paese e dalla presenza costante dell’esercito nelle maggiori città, l’Estate ragazzi organizzata dai religiosi di Don Bosco sta avendo un grande successo.

Come informa ANS, a frequenza è suddivisa nei giorni della settimana a seconda della nazionalità e dell’età dei partecipanti, che va dai sei ai quindici anni. Infatti, i circa ottocento ragazzi e ragazze non sono solo libanesi, nella stragrande maggioranza cristiani conformemente alla demografia della zona. Ci sono i rifugiati siriani musulmani, che sono in attesa di poter rientrare in patria e abitano lì vicino, e quelli iracheni cristiani, che aspettano di essere accolti in un’altra nazione e che risiedono nei sobborghi di Beirut a oltre quaranta chilometri di distanza. A tutti è assicurato il trasporto e un panino e una bibita quotidiani.

Il programma, portato avanti da decine di animatori volontari adeguatamente preparati, è sia formativo che ricreativo e si rivolge sia al collettivo che a gruppi. I momenti di attività ludiche libere, soprattutto sportive, contribuiscono a seminare gioia e fiducia, sentimenti che servono ai giovani per contrastare l’attuale clima senza speranza del Libano. Oltre alla consapevolezza di dare un aiuto concreto alle famiglie, i salesiani sono contenti dei risultati emotivi dell’esperienza:

«È impressionante vedere la gioia che brilla sul volto di bambini e adolescenti e l’entusiasmo che ci mettono nel partecipare alle varie attività proposte. Persino le ragazze musulmane che indossano il velo mettono da parte il loro tradizionale riserbo per lasciarsi coinvolgere dall’atmosfera che le circonda.»

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