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I padroni della terra non sono più i suoi custodi

Il fenomeno dell’accaparramento delle terre (land grabbing) ha portato stati e grandi imprese a soffocare le comunità locali.

“L’accaparramento delle terre (land grabbing) è un fenomeno guidato da interessi economici e politici di poteri sovrani ed imprenditoriali che si svolgono al di sopra dei bisogni, dei diritti e delle speranze delle comunità locali. […] L’accaparramento diventa sempre di più un processo estrattivo di risorse naturali competitivo a fronte di risorse scarse in un pianeta finito e in profonda trasformazione a causa del cambiamento climatico. In questo processo i diritti umani e il diritto alla terra delle comunità locali contadine e dei popoli indigeni valgono sempre di meno e sono superati dagli interessi nazionalistici e di grandi attori economici privati che propugnano un progresso insostenibile e profondamente inumano e ingiusto.”

Inizia così l’introduzione di Andrea Stocchiero al rapporto I Padroni della terra 2019 di FOCSIV, che mira a denunciare gli effetti disastrosi che il fenomeno dell’accaparramento delle terre ha a livello locale, nazionale e globale. I casi, i dati e le informazioni raccolti raccontano storie di sopraffazione delle comunità più povere, che non hanno più diritto neanche alla loro terra, fonte di sopravvivenza. I padroni dei terreni non sono più i loro custodi, ma ristrette élite politiche ed economiche che decidono per tutti. È la neo-colonizzazione, che non si è arrestata con l’indipendenza dei cosiddetti paesi in via di sviluppo, ma si è trasformata.

Il numero dei contratti di acquisto o locazione di terra in corso di negoziazione, conclusi o falliti ha raggiunto il numero di 1.800 circa, per una dimensione totale di 71 milioni di ettari, concentrati soprattutto in Africa (Etiopia, Mali, Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, …). I principali investitori sono i paesi ricchi come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Spagna, Svizzera, ma anche e sempre più i paesi emergenti quali Cina, Malesia, Brasile, Corea del Sud e India. Gli stati che subiscono il land grabbing sono non solo quelli poveri africani, ma ormai quelli di diversi continenti, tra cui i paesi amazzonici e anche l’Europa con l’Ucraina. In questi casi, risulta evidente la differenza di potere tra il connubio di grandi imprese e stati e le comunità locali.

Leggi qui Accaparramento delle terre, la cecità del vecchio progetto sviluppista

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