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In Pakistan le conversioni forzate iniziano a coinvolgere anche i ragazzi cristiani

Se di solito sono le ragazze a essere costrette ad abbracciare l’islam, un video on line mostra che anche i ragazzi sono minacciati.

In un video apparso a luglio su TikTok, social network molto in voga tra i giovani, si vede un ragazzo che viene forzato a recitare la formula del credo musulmano (shahada) da alcuni probabili suoi coetanei, dei quali non si vede il volto. Quel ragazzo è cristiano e subisce minacce: se non si convertirà all’islam, andrà incontro a pesanti conseguenze. Ma lui si rifiuta. Per nessun motivo al mondo reciterà il credo musulmano, rinnegando così la fede cristiana. Dice che è un suo diritto mantenere la propria religione e che è pronto a subirne le conseguenze.

Come racconta Asia News, siamo in Pakistan, dove il video ha scatenato forti reazioni sia da parte dei cristiani che di altre minoranze religiose. L’Autorità delle Telecomunicazioni ha diffuso un comunicato in cui dichiara di aver ricevuto molte lamentele, che rilevano come i contenuti immorali, osceni e volgari nei social network abbiano effetti negativi specialmente sui giovani. Ha anche affermato che la replica delle compagnie incriminate (oltre a TikTok anche Bigo Live) non è stata soddisfacente.

In questo caso, la grave novità è quella che vede il problema delle conversioni forzate allargarsi ai ragazzi, mentre di solito riguardano le ragazze, poi costrette a sposare un musulmano. La questione si allarga alla volontà delle autorità pakistane di trovare realmente i colpevoli e punirli secondo la legge. Il reverendo Irfan James di Peshawar ha commentato l’accaduto ampliando la visione sulle persecuzioni e situazioni difficili che i cristiani devono subire ogni giorno:

«È triste che giovani della comunità musulmana – la maggioranza in Pakistan – debbano di continuo minacciare cristiani e la nostra fede. Lo si è visto tante volte: essi prendono in giro la nostra fede, ma da parte del governo o dei custodi della legge non si prende nessun provvedimento. Se denunciamo questi casi, i colpevoli se la cavano chiedendo scusa e dicendo che lo hanno fatto in modo non cosciente. Se un cristiano fa qualcosa di simile, subito viene accusato di blasfemia e si accusa di colpevolezza tutta la comunità cristiana del luogo: stuprano le nostre donne, uccidono la nostra gente, distruggono o bruciano le nostre proprietà. Noi desideriamo che la nostra costituzione e la nostra legge ci tratti da eguali, nella giustizia, e che i colpevoli vengano processati.»

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