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In Pakistan tornano legali i matrimoni cristiani

Grazie a una decisione della Corte Suprema, chi si sposa in chiesa sarà riconosciuto dalla legge.

La Corte Suprema del Pakistan ha stabilito che il matrimonio cristiano ha valore ed effetti di carattere civile, ordinando all’autorità nazionale preposta di riattivare le registrazioni ufficiali dei matrimoni celebrati nelle chiese e ai governi provinciali di promulgare le norme necessarie per integrare tali disposizioni. I cittadini cristiani sposati potranno quindi ottenere certificati di matrimonio in conformità alla legge. All’Agenzia Fides, Kashif Aslam, coordinatore del programma della Commissione nazionale Giustizia e Pace, afferma:

“Questa disposizione di registrazione del matrimonio esisteva prima del 2013. I governi locali l’avevano sospesa, insieme a un pacchetto di altri provvedimenti, ma ora la Corte Suprema l’ha ripristinata. La registrazione dei matrimoni cristiani aiuterà a completare i dati dei matrimoni nelle comunità cristiane”.

Questo risultato è stato possibile grazie al ricorso presentato nel 2018 dal pastore Shahid Meraj, decano della Chiesa della Risurrezione a Lahore, che riteneva grave la mancanza di valore legale e civile dei matrimoni cristiani. Il vescovo anglicano di Lahore, Alexander John Malik, ha detto al processo:

“Secondo il Christian Marriage Act del 1872, i matrimoni celebrati in chiesa, una volta completato il registro dei matrimoni, vengono trasmessi alla Cancelleria generale delle nascite, decessi e matrimoni. Questo processo è andato avanti per molti anni senza problemi. Tuttavia, una volta istituiti i Consigli dell’Unione su base provinciale, le registrazioni di nascite, morti e matrimoni sono passate ai Consigli dell’Unione, che hanno iniziato, però, a non registrare più matrimoni cristiani.”

Per padre Mario Rodrigues, rettore della Cattedrale di San Patrizio a Karachi, la notizia è positiva, ma ci vorrà diverso tempo per sistemare tutto.

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