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Pandemia, un vantaggio per le organizzazioni terroristiche africane

Boko Haram e altri gruppi armati fondamentalisti stanno intensificando gli attacchi in questo momento di difficoltà per i governi.

Anche i Paesi dell’Africa occidentale stanno iniziando a fare i conti con la pandemia causata dal nuovo coronavirus. Ma per loro c’è un altro fronte su cui combattere, quello dei terroristi di Boko Haram. In questo momento di difficoltà per le autorità, i jihadisti stanno intensificando gli attacchi contro i soldati regolari, in particolare nella zona tra Ciad, Niger e Nigeria. Come riporta l’Agenzia Fides, negli ultimi giorni ne hanno uccisi circa centocinquanta, di cui almeno novantadue il 24 marzo scorso nell’assalto più mortale dell’organizzazione estremista.

Anche nel nord del Camerun, al confine con la Nigeria, centinaia di famiglie sono state costrette a fuggire dalle loro case a causa di un riavviarsi delle violenze da parte di Boko Haram. Ma anche altri due gruppi armati, Ansar al-Sunna e lo Stato Islamico nella Provincia dell’Africa Centrale, stanno sfruttando l’epidemia di Covid-19 per guadagnare terreno, mentre le organizzazioni umanitarie e le società petrolifere stanno evacuando il loro personale dall’area. Joseph Hanlon, esperto sull’attuale devastante conflitto in Mozambico, spiega ad Avvenire:

«Siamo ancora una volta in piena guerra civile. I gruppi armati sono composti soprattutto da giovani mozambicani disoccupati che in parte si ispirano al Daesh (il sedicente Stato islamico). L’assenza di sviluppo e la corruzione che dilaga in questa regione ricca di risorse naturali sono le cause principali della deriva del Paese».

I primi casi positivi al coronavirus e il primo morto hanno fatto decidere al governo mozambicano per una parziale chiusura delle attività. Purtroppo, questa è un’opportunità per gli estremisti per consolidare le proprie posizioni. Le necessarie scelte sanitarie potrebbero quindi far radicalmente aumentare le operazioni terroristiche in tutto il continente africano.

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