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La preghiera non è per sperimentare cose straordinarie, ma per unirci a Cristo

Messaggio di Papa Francesco per l’anniversario della proclamazione di santa Teresa d’Ávila come dottore della Chiesa.

La settimana scorsa, in occasione del congresso internazionale “Mujer excepcional” organizzato dalla Universidad Católica Santa Teresa de Jesús de Ávila e dedicato al cinquantesimo anniversario della proclamazione di santa Teresa d’Ávila come dottore della Chiesa, Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti un videomessaggio in cui ha sottolineato che l’eccezionalità di questa donna è conseguenza di ciò che per lei era importante: il suo incontro con il Signore. La perseveranza nell’unione con Lui attraverso la preghiera e il suo fermo proposito di compiere la missione che le era stata affidata da Dio l’hanno resa tale.

I nostri giorni hanno molte similitudini con quelli difficili del XVI secolo in cui visse la santa, in quanto anche noi stiamo vivendo un cambiamento di epoca. Quindi, i cristiani sono chiamati a far sì che, attraverso di loro, la forza dello Spirito Santo continui a rinnovare la faccia della Terra, perché la santità non è solo per alcuni esperti del divino, bensì deve essere la vocazione di tutti i credenti. Teresa d’Avila avvertiva le sue monache che la preghiera non è per sperimentare cose straordinarie, ma per unirci a Cristo, e il segno di questa unione sono le opere di carità. Il pontefice spiega:

«Santa Teresa ci insegna che il cammino che l’ha resa una donna eccezionale e una persona di riferimento attraverso i secoli, il cammino della preghiera, è aperto a tutti coloro che umilmente si aprono all’azione dello Spirito nella loro vita, e che il segno che stiamo avanzando in quel cammino è essere sempre più umili, più attenti ai bisogni dei nostri fratelli, migliori figli del Popolo santo di Dio. Questo cammino non si apre a quanti si considerano puri e perfetti, i catari di tutti i secoli, ma a quanti, consapevoli dei loro peccati, scoprono la bellezza della misericordia di Dio, che accoglie tutti, redime tutti e tutti invita alla sua amicizia.»

Il papa continua dicendo che la santa si è sentita trattata come sposa e amica da Cristo risorto grazie alla preghiera, attraverso la quale si è aperta alla speranza e ha scoperto l’ideale di fratellanza, che volle rendere realtà nei conventi da lei fondati. Oggi siamo tentati a cedere alla delusione, alla rassegnazione, al pessimismo infecondo e per questo tendiamo a chiuderci in noi stessi, nelle nostre comunità. Ma la preghiera ci apre e ci permette di sentire che Dio non smette di camminare al nostro fianco e ci rende capaci di affrontare qualsiasi sfida, come santa Teresa ha così riassunto:

Nulla ti turbi,
nulla ti spaventi.
Tutto passa,
solo Dio non cambia.
La pazienza
ottiene tutto.
Chi ha Dio
non manca di nulla:
solo Dio basta!

Leggi qui il testo completo del messaggio

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