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Papa Francesco istituisce la Domenica della Parola di Dio

Con la lettera apostolica Aperuit illis viene dedicata la III domenica del Tempo Ordinario alla Sacra Scrittura.

“«Aprì loro la mente per comprendere le Scritture» (Lc 24,45). È uno degli ultimi gesti compiuti dal Signore risorto, prima della sua Ascensione. Appare ai discepoli mentre sono radunati insieme, spezza con loro il pane e apre le loro menti all’intelligenza delle Sacre Scritture. […] La relazione tra il Risorto, la comunità dei credenti e la Sacra Scrittura è estremamente vitale per la nostra identità. Senza il Signore che ci introduce è impossibile comprendere in profondità la Sacra Scrittura, ma è altrettanto vero il contrario: senza la Sacra Scrittura restano indecifrabili gli eventi della missione di Gesù e della sua Chiesa nel mondo. Giustamente San Girolamo poteva scrivere: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo».”

Con la lettera apostolica in forma di motu proprio Aperuit illis, Papa Francesco ha così istituito la Domenica della Parola di Dio, intenzione che aveva in mente dalla conclusione del Giubileo straordinario della misericordia. La III domenica del Tempo Ordinario sarà così dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio, in un momento dell’anno dove siamo invitati a rafforzare i legami con gli ebrei e a pregare per l’unità dei cristiani.

“I Pastori in primo luogo hanno la grande responsabilità di spiegare e permettere a tutti di comprendere la Sacra Scrittura. Poiché essa è il libro del popolo, quanti hanno la vocazione di essere ministri della Parola devono sentire forte l’esigenza di renderla accessibile alla propria comunità. L’omelia, in particolare, riveste una funzione del tutto peculiare, perché possiede «un carattere quasi sacramentale» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 142). Far entrare in profondità nella Parola di Dio, con un linguaggio semplice e adatto a chi ascolta, permette al sacerdote di far scoprire anche la «bellezza delle immagini che il Signore utilizzava per stimolare la pratica del bene» (ibid.). Questa è un’opportunità pastorale da non perdere!”

Questa solennità non vuole essere il giorno unico dedicato alla Bibbia durante l’anno, ma l’occasione che si manifesta una volta per tutto l’anno. L’obiettivo di Papa Francesco è far diventare i cristiani maggiormente familiari e intimi con la Sacra Scrittura, perché il cuore non resti freddo e gli occhi non rimangano chiusi. E per raggiungere la sua finalità salvifica, occorre aprirsi all’azione dello Spirito Santo.

“Il ruolo dello Spirito Santo nella Sacra Scrittura è fondamentale. Senza la sua azione, il rischio di rimanere rinchiusi nel solo testo scritto sarebbe sempre all’erta, rendendo facile l’interpretazione fondamentalista, da cui bisogna rimanere lontani per non tradire il carattere ispirato, dinamico e spirituale che il testo sacro possiede. […] Con Gesù Cristo la rivelazione di Dio raggiunge il suo compimento e la sua pienezza; eppure, lo Spirito Santo continua la sua azione. Sarebbe riduttivo, infatti, limitare l’azione dello Spirito Santo solo alla natura divinamente ispirata della Sacra Scrittura e ai suoi diversi autori. È necessario, pertanto, avere fiducia nell’azione dello Spirito Santo che continua a realizzare una sua peculiare forma di ispirazione quando la Chiesa insegna la Sacra Scrittura, quando il Magistero la interpreta autenticamente e quando ogni credente ne fa la propria norma spirituale.”

Solo quando la Parola di Dio è letta nello stesso Spirito con cui è stata scritta permane sempre nuova. Solo così svolge la sua azione profetica nei confronti di chi l’ascolta. Verso la fine della lettera, Papa Francesco evidenzia come ascoltare le Sacre Scritture sia fondamentale per praticare la misericordia, una delle grandi sfide poste dinanzi alla nostra vita. La Parola di Dio è in grado di aprire i nostri occhi, per farci uscire dallo sterile individualismo e spalancarci la strada della condivisione e della solidarietà.

Leggi qui il testo completo della lettera apostolica

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