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Il Vangelo ci esorta a instaurare la giustizia innanzitutto dentro di noi

Discorso di Papa Francesco per l’apertura del 91° anno giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano.

«La grande esortazione del Vangelo è quella di instaurare la giustizia innanzitutto dentro di noi, lottando con forza a emarginare la zizzania che ci abita. Per Gesù è da ingenui pensare di riuscire a togliere ogni radice di male dentro di noi senza danneggiare anche il grano buono (cf Mt 13,24-30). Ma la vigilanza su noi stessi, con la conseguente lotta interiore, ci aiuta a non lasciare che il male prenda il sopravvento sul bene.»

Sabato, nel discorso di apertura del 91° anno giudiziario del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Papa Francesco ha affrontato il tema della giustizia. Quella proposta da Gesù non è un semplice insieme di regole applicate tecnicamente, ma una disposizione del cuore che guida chi ha responsabilità. È solo con questa giustizia che si può generare giustizia. Quindi, ognuno deve sentirsi coinvolto non solo in un impegno esterno che riguardi gli altri, ma anche in una personale conversione al proprio interno. Comunque, la giustizia da sola non basta: essa va accompagnata dalle virtù, soprattutto quelle cardinali.

«La prudenza […] ci dà la capacità di distinguere il vero dal falso e ci consente di attribuire a ciascuno il suo. La temperanza come elemento di moderazione ed equilibrio nella valutazione dei fatti e delle situazioni ci rende liberi di decidere in base alla nostra coscienza. La fortezza ci consente di superare le difficoltà che incontriamo, resistendo alle pressioni ed alle passioni.»

Papa Francesco ha continuato dicendo che l’applicazione delle leggi va coniugata con la misericordia insegnataci da Gesù. La misericordia, infatti, non è la sospensione della giustizia, ma il suo compimento, perché riporta tutto in un ordine più alto dove anche i condannati alle pene più dure trovano il riscatto della speranza. In chiusura, il Papa ha ricordato le parole di Gesù che ci ricordano che i tentativi di giustizia terrena hanno sempre come orizzonte ultimo l’incontro con la giustizia divina: “Con la misura con cui giudicate, sarete giudicati” (cf. Mt 7,2).

Leggi qui il testo completo del discorso

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